Si può rimanere incinta con il ciclo?

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Uno dei dubbi che più sento fra le donne, soprattutto ragazze giovanissime, è il periodo in cui è possibile rimanere incinte, soprattutto quando ci sono di mezzo le mestruazioni o si è superata l’ovulazione.

Molto spesso parliamo di credenze, soprattutto errate, che si tramandano da generazioni, figlie di un periodo storico in cui parlare di concepimento e ciclo mestruale era un tabù e molti bambini nascevano alimentando dubbi e domande nelle donne.

Questo articolo nasce per rispondere ad una delle domande più ricorrenti: “Si può rimanere incinta con il ciclo?”. La risposta breve è sì, perché qualsiasi rapporto sessuale penetrativo può portare ad una gravidanza, ma la percentuale di rischio chiaramente varia in base al metodo contraccettivo scelto e alla fase del ciclo della donna.

In questo articolo vedremo quali sono i periodi del ciclo in cui è più probabile concepire e perché può succedere persino durante le mestruazioni.

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Immagine da Canva – pixelshot

In quali giorni del mese la donna è più fertile?

Una delle convinzioni più diffuse riguarda l’idea che esistano giorni “sicuri” in cui sia impossibile rimanere incinta. In realtà il corpo femminile è molto più complesso di quanto spesso si racconti online, e comprendere come funziona il ciclo mestruale è importante sia per chi cerca una gravidanza sia per chi desidera evitarla.

Un ciclo mestruale dura mediamente 28 giorni, ma questa durata può variare notevolmente da donna a donna, presentando dai 24 ai 35 giorni circa. Alcuni cicli sono più brevi, altri più lunghi, e non tutte ovulano nello stesso momento del mese. Per convenzione si parla di 14esimo giorno, ma non bisogna associarlo automaticamente al proprio ciclo. 

Inoltre, stress, cambiamenti ormonali, dimagrimento improvviso, allattamento, patologie o persino periodi particolarmente intensi possono modificare il ciclo anche in donne normalmente regolari.

Il ciclo mestruale viene suddiviso in diverse fasi:

  1. Fase mestruale (1°-7° giorno): il ciclo inizia ufficialmente il primo giorno delle perdite ematiche (non si conta lo spotting), periodo in cui l’endometrio si sfalda e causa sanguinamento. Tutti gli ormoni (estrogeni, progesterone, LH, FSH) sono ai loro livelli minimi. 
  2. Fase follicolare (1°-13° giorno): in un certo senso si sovrappone alla fase precedente. L’FSH stimola i follicoli a produrre estrogeni, che aumentano in modo costante. Vengono fatti maturare diversi follicoli, ma solo uno di questi diventerà il “follicolo dominante” e porterà a maturazione il suo ovulo, mentre gli altri verranno riassorbiti. Contemporaneamente, le pareti dell’utero ricominciano a ricostruirsi.
  3. Ovulazione (14°-15° giorno): il follicolo maturo si rompe e rilascia l’ovulo nella tuba di Falloppio. L’ovulo resta in vita e fecondabile per circa 12-24 ore. Il muco cervicale diventa fluido, trasparente ed elastico (simile a chiara d’uovo) per facilitare il passaggio degli spermatozoi. L’altissimo livello di estrogeni accumulato nella fase precedente provoca un picco improvviso e violento di LH. È il momento in cui siamo più fertili.
  4. Fase luteale (15°-28° giorno): il follicolo vuoto rimasto nell’ovaio si trasforma in una ghiandola temporanea chiamata corpo luteo. L’utero diventa spugnoso, ricco di vasi sanguigni e nutrienti, pronto a ricevere l’embrione. Il corpo luteo inizia a produrre grandi quantità di progesterone e una quantità moderata di estrogeni. Lo stesso degenera se non avviene il concepimento. Al contrario, l’embrione produce Beta-hCG (individuato dai test di gravidanza), mentre il corpo luteo continua a produrre progesterone per proteggere la gravidanza.

Generalmente i giorni più fertili si concentrano nei giorni immediatamente precedenti all’ovulazione e nelle 24 ore successive. Tuttavia, identificare con precisione questo momento non è sempre semplice, soprattutto nelle donne con cicli irregolari.

Ed è proprio qui che nasce uno dei malintesi più comuni: pensare che basti contare i giorni per evitare una gravidanza.

Si può concepire durante il ciclo?

, è possibile rimanere incinta anche avendo rapporti durante il ciclo mestruale. Non è l’eventualità più frequente, ma può accadere, ed è importante saperlo per evitare false sicurezze.

Perché avvenga un concepimento è necessario un rapporto penetrativo con eiaculazione o comunque contatto tra spermatozoi e ambiente vaginale. Una volta entrati nel tratto genitale femminile, gli spermatozoi non muoiono immediatamente: in condizioni favorevoli possono sopravvivere anche fino a 5 giorni, arrivando persino al giorno dell’ovulazione.

Attenzione: si può rimanere incinte anche con il cosiddetto “coito interrotto”! Durante l’eccitazione e prima dell’eiaculazione vera e propria, l’uomo produce un liquido trasparente che serve a lubrificare l’uretra e neutralizzare l’acidità dell’urina. Numerosi studi hanno dimostrato che può contenere spermatozoi vivi e capaci di fecondare.

Molte persone associano il ciclo mestruale a un periodo automaticamente non fertile, ma non è sempre così. I cicli non sono perfettamente prevedibili e l’ovulazione può anticipare o ritardare anche per motivi apparentemente banali.

Persino i metodi contraccettivi, pur essendo molto efficaci se usati correttamente, non garantiscono una protezione assoluta al 100%. Preservativo, pillola, spirale o diaframma riducono enormemente il rischio di gravidanza, ma esiste sempre una piccola percentuale di fallimento.

L’unico metodo che elimina completamente la possibilità di concepimento è l’astinenza dai rapporti penetrativi.

Si può rimanere incinta durante il capoparto?

Questa è una delle domande che ricevo più spesso come ostetrica, e la risposta sorprende molte mamme: sì, puoi rimanere incinta anche durante il periodo del capoparto e dell’allattamento.

Esiste infatti la convinzione secondo cui, finché non tornano le mestruazioni dopo il parto, una donna non possa concepire. In realtà non funziona così.

Il capoparto è la prima mestruazione dopo la gravidanza, ma l’ovulazione avviene prima della mestruazione stessa. Questo significa che una donna potrebbe ovulare e rimanere incinta ancora prima di vedere il ritorno del ciclo.

L’allattamento al seno, soprattutto se esclusivo e frequente, può ridurre temporaneamente la fertilità grazie alla prolattina, un ormone che tende a inibire l’ovulazione. Tuttavia non rappresenta un metodo contraccettivo sicuro nella maggior parte dei casi.

Esiste un metodo chiamato LAM (Metodo dell’Amenorrea da Allattamento), che può essere considerato efficace solo in condizioni molto precise:

  • bambino sotto i 6 mesi;
  • allattamento esclusivo e frequente;
  • assenza completa del ciclo;
  • poppate anche notturne senza lunghe pause.

Appena uno di questi criteri viene meno, la fertilità può tornare rapidamente.

Molte gravidanze ravvicinate non programmate nascono proprio dalla falsa convinzione di essere “protette” dall’allattamento. Ed è comprensibile: nel post parto il corpo cambia, si dorme poco, si pensa soprattutto al neonato e spesso la contraccezione passa in secondo piano.

Per questo motivo è importante parlare di fertilità già durante il corso preparto, senza imbarazzo né tabù, così da permettere alla coppia di scegliere consapevolmente se e quando affrontare una nuova gravidanza.

Da dove nasce la convinzione dei periodi di non fertilità?

L’idea dei giorni “sicuri” nasce da alcuni metodi naturali sviluppati nel secolo scorso per individuare i periodi fertili e non fertili del ciclo mestruale. Tra i più conosciuti troviamo il metodo Ogino-Knaus e il metodo Billings.

Il metodo Ogino-Knaus si basa sul calcolo matematico dell’ovulazione. Partendo dalla durata media del ciclo, si cerca di individuare i giorni fertili e quelli teoricamente non fertili. Per molti anni è stato utilizzato come metodo contraccettivo, ma presenta limiti importanti perché presuppone cicli estremamente regolari e ovulazioni prevedibili.

Nella realtà, però, il corpo femminile non è una macchina perfetta. Stress, malattie, cambiamenti ormonali, viaggi, allattamento o variazioni del peso corporeo possono modificare il momento dell’ovulazione anche in donne con cicli normalmente regolari.

Il metodo Billings, invece, si basa sull’osservazione del muco cervicale, che cambia consistenza durante il ciclo. Nei giorni fertili tende a diventare più trasparente, elastico e abbondante.

Anche questo metodo può aiutare alcune donne a conoscere meglio il proprio corpo, ma richiede molta esperienza, osservazione costante e una buona educazione alla fertilità. Inoltre, non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

Oggi questi metodi vengono ancora utilizzati da alcune coppie per motivi personali, religiosi o culturali, ma è importante sapere che il loro margine di errore è superiore rispetto ai metodi contraccettivi moderni.

Il problema nasce quando i concetti vengono semplificati e trasformati in frasi come “durante il ciclo non puoi rimanere incinta”. La fisiologia umana è molto più variabile di così.

Come evitare una gravidanza indesiderata

Quando non si desidera una gravidanza, la cosa più importante è scegliere un metodo contraccettivo adatto alle proprie esigenze, senza affidarsi a miti o informazioni trovate casualmente online.

Tra i metodi più utilizzati troviamo il preservativo, che oltre a ridurre il rischio di gravidanza protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili. È uno dei sistemi più accessibili e sicuri se utilizzato correttamente dall’inizio alla fine del rapporto.

Esistono poi i contraccettivi ormonali, come la pillola anticoncezionale, il cerotto o l’anello vaginale. Sono metodi molto efficaci, ma richiedono una valutazione medica personalizzata, perché non tutte le donne possono assumerli senza rischi. Negli ultimi anni si è parlato molto anche dei possibili effetti collaterali e dell’associazione tra alcuni contraccettivi ormonali e aumento del rischio trombotico o oncologico, motivo per cui è importante evitare di sceglierli con leggerezza.

Un’altra opzione è il diaframma, una barriera meccanica che impedisce agli spermatozoi di raggiungere l’utero, oppure la spirale, disponibile sia in versione ormonale sia al rame.

Merita un discorso a parte la pillola del giorno dopo, spesso circondata da disinformazione e paure. Non si tratta di un farmaco abortivo. La sua funzione principale è ritardare o bloccare l’ovulazione prima che avvenga la fecondazione. Se l’impianto dell’embrione è già avvenuto, la pillola del giorno dopo non interrompe una gravidanza in corso e diventa inutile.

Può essere acquistata in farmacia e va assunta il prima possibile dopo il rapporto a rischio, perché la sua efficacia diminuisce con il passare delle ore.

Come puoi vedere, non esistono scelte perfette valide per tutte, ma informazioni corrette che permettono di vivere la sessualità con maggiore consapevolezza, sicurezza e tranquillità.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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