Per molte donne il ciclo mestruale è un vero e proprio incubo ricorrente, che deve essere sopportato in silenzio. Crampi forti, mal di schiena, nausea, stanchezza, dolore che impedisce di lavorare, studiare o persino alzarsi dal letto vengono ancora considerati “normali” e soffocati con un analgesico dietro l’altro.
Il problema è che la dismenorrea, ovvero il dolore mestruale, è ancora oggi largamente sottovalutata, non solo socialmente ma anche in ambito medico. Molte donne si sentono ancora dire che “è tutto nella norma”, senza che vengano approfondite davvero le cause del loro dolore. Abbiamo già parlato di questo tema affrontando l’endometriosi, una patologia che può manifestarsi proprio con dolori mestruali molto intensi.
Attenzione, però: non tutte le donne che soffrono di dismenorrea hanno l’endometriosi. Le cause del dolore durante il ciclo possono essere molteplici e coinvolgere aspetti ormonali, muscolari, emotivi e legati allo stile di vita. Alcuni meccanismi sono ancora oggetto di studio, mentre altri sono ormai ben documentati dalla letteratura scientifica.
Ciò che conta davvero è comprendere che spegnere il dolore esclusivamente con farmaci non sempre rappresenta la soluzione migliore, soprattutto se il problema si ripresenta ogni mese e incide profondamente sulla qualità della vita. In molti casi è possibile ridurre l’intensità dei sintomi anche attraverso un approccio diverso, più completo e personalizzato, che tenga conto della salute del pavimento pelvico, dell’alimentazione, dello stress e delle abitudini quotidiane.
Come ostetrica specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico, il mio obiettivo non è minimizzare il dolore né proporre scorciatoie, ma aiutare ogni donna a capire il proprio corpo e a trovare strategie prive di farmaci per stare meglio, con un approccio multidisciplinare e rispettoso della sua storia.

Cos’è la dismenorrea e come si presenta
La dismenorrea è il termine medico utilizzato per indicare il dolore associato al ciclo mestruale. Si tratta di una condizione molto diffusa: secondo diversi studi internazionali interessa circa il 70% delle donne in età fertile, con intensità variabile. In alcuni casi il dolore è lieve e gestibile, per esempio con leggeri crampi al basso ventre, in altri può diventare invalidante e compromettere la vita quotidiana.
Si divide principalmente in due categorie:
- La dismenorrea primaria è quella che non dipende da patologie specifiche identificabili. Compare spesso durante l’adolescenza, entro pochi anni dal menarca, ed è legata soprattutto all’attività delle prostaglandine, sostanze coinvolte nelle contrazioni uterine. Quando queste contrazioni sono molto intense, il flusso sanguigno verso l’utero diminuisce temporaneamente e può comparire dolore.
- La dismenorrea secondaria, invece, è associata a condizioni mediche precise, come endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini, malattia infiammatoria pelvica o sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). In questi casi il dolore tende spesso a peggiorare nel tempo e può comparire anche al di fuori del periodo mestruale.
Parlando di sintomi, invece, possono variare da donna a donna, ma i più frequenti includono:
- Crampi pelvici;
- Dolore lombare;
- Nausea;
- Diarrea;
- Mal di testa;
- Affaticamento;
- Senso di pressione pelvica;
- Dolore irradiato alle gambe;
- Senso di pesantezza alle gambe.
In alcune situazioni il dolore può diventare così intenso da impedire le normali attività quotidiane, costringendoci a letto per ore o per giorni. Ecco perché è importante non banalizzare e capire cosa sta cercando di comunicarci il nostro corpo.
Perché compare la dismenorrea?
Il dolore intenso durante il ciclo mestruale viene spesso associato a particolari patologie croniche, come endometriosi o PCOS e, quando queste non sono presenti, si assiste purtroppo ad una svalutazione della percezione del dolore personale.
La dismenorrea, però, è spesso il risultato di fattori multipli che si influenzano tra loro. Uno dei più sottovalutati è lo stress cronico. Quando il corpo vive uno stato costante di tensione, anche la muscolatura tende a irrigidirsi, compresa quella del pavimento pelvico. Questo può amplificare il dolore e peggiorare la percezione dei crampi mestruali.
Persino ansia e carico emotivo possono incidere sensibilmente. Per esempio, una meta analisi del 2022 condotta su studentesse universitarie ha mostrato quanto possano influenzare i dolori abitudini come l’andare a letto sempre tardi, dormire male, mangiare poco e di corsa, avere emozioni negative durante il ciclo, dimostrando la correlazione tra dolore cronico e sistema nervoso: il corpo, in pratica, può diventare più sensibile agli stimoli dolorosi quando vive in una condizione di allerta continua.
Un altro aspetto importante riguarda l’alimentazione. Diete molto sbilanciate, carenze nutrizionali o un elevato consumo di cibi ultra-processati, tra cui snack e junk food, possono favorire processi infiammatori che incidono anche sul dolore mestruale. Alcune ricerche suggeriscono, ad esempio, che carenze di magnesio, omega-3 e vitamina D possano influire sull’intensità dei sintomi.
Anche il sonno insufficiente, la sedentarietà e la scarsa attività fisica possono peggiorare la situazione. Il movimento, infatti, contribuisce a migliorare la circolazione sanguigna e a ridurre la tensione muscolare, per questa ragione si consigliano esercizi di ginnastica dolce in prossimità delle mestruazioni, oppure passeggiate rilassanti.
Infine, c’è il tema dell’ipertono del pavimento pelvico, di cui non si parla mai, nonostante sia fondamentale. Molte donne con dolore mestruale presentano una muscolatura pelvica costantemente contratta, spesso senza rendersene conto, proprio perché sono abituate a rimanere tese di continuo. Questa rigidità può aumentare il dolore durante il ciclo, i rapporti sessuali e persino nella vita quotidiana.
Dismenorrea e pavimento pelvico: è possibile un approccio senza farmaci?
Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha iniziato a porre sempre più attenzione alla correlazione tra dolore pelvico cronico, dismenorrea e salute del pavimento pelvico. In molte donne che soffrono di dolori mestruali intensi, infatti, si riscontra un aumento della tensione muscolare nell’area pelvica.
Quando il pavimento pelvico rimane costantemente contratto, il dolore tende ad amplificarsi. È una sorta di circolo vizioso: il dolore porta il corpo a irrigidirsi, e la rigidità aumenta ulteriormente il dolore.
Per questo motivo, una valutazione ostetrica specializzata può fare la differenza. Attraverso un’anamnesi accurata e una valutazione del pavimento pelvico, possiamo capire se esistono tensioni muscolari, trigger point o alterazioni funzionali che contribuiscono ai sintomi e da lì costruire un percorso di riabilitazione per aiutarti a riprendere in mano la tua vita.
In molti casi, si possono ridurre significativamente i crampi e altri sintomi debilitanti nel corso del tempo. Il lavoro può includere:
- Tecniche di rilassamento muscolare;
- Esercizi respiratori;
- Mobilità del bacino;
- Educazione corporea;
- Trattamento manuale del pavimento pelvico.
Tieni presente che il mio approccio è sempre personalizzato e talvolta multidisciplinare, soprattutto nei casi più complessi o quando sospetto che ci siano altre problematiche da indagare.
Quando le tensioni muscolari hanno una forte componente emotiva, il supporto di uno psicoterapeuta, per esempio, può aiutare a lavorare sul sistema nervoso e sulla gestione dello stress. In altri casi può essere utile il supporto di un nutrizionista, soprattutto quando emergono alimentazione disordinata, infiammazione o carenze nutrizionali.
Con tutto ciò non intendo demonizzare i farmaci. Gli analgesici possono essere utili in alcune situazioni, ma il punto è evitare che diventino l’unica risposta possibile senza aver prima indagato le cause del dolore. Anche perché i FANS, per esempio, che sono la scelta di eccellenza per tante donne, incidono negativamente sulla salute dello stomaco e nel corso del tempo vengono tollerati sempre di più dal corpo, richiedendo dosi maggiori.
Anche la pillola ormonale non dovrebbe essere proposta automaticamente come prima soluzione senza una valutazione approfondita. Come tutti i farmaci, presenta possibili effetti collaterali e richiede un’attenta personalizzazione terapeutica. Ridurre il sintomo senza comprendere l’origine del problema rischia spesso di rimandare il vero percorso di cura.
Domande frequenti sulla Dismenorrea (FAQ)
Che cos’è la dismenorrea?
È il dolore associato al ciclo mestruale. Può manifestarsi con crampi pelvici, mal di schiena, nausea e altri sintomi che variano da donna a donna.
Qual è la differenza tra dismenorrea primaria e secondaria?
La primaria non dipende da patologie specifiche, mentre la secondaria è causata da condizioni come endometriosi, fibromi o adenomiosi.
Quali sintomi provoca?
Crampi addominali, dolore lombare, nausea, diarrea, mal di testa, stanchezza e talvolta dolore irradiato alle gambe.
Perché il ciclo fa male?
Il dolore può dipendere da contrazioni uterine intense, infiammazione, tensione muscolare, stress, patologie ginecologiche o alterazioni del pavimento pelvico.
Quando il dolore mestruale non è normale?
Il dolore mestruale non deve essere considerato normale, ma finché si tratta di un leggero fastidio, potrebbe non rappresentare un problema. Quando, invece, impedisce le normali attività quotidiane, peggiora nel tempo, non risponde ai comuni antidolorifici o si accompagna ad altri sintomi importanti, è il caso di indagare.
Quali esami o visite servono?
La valutazione dipende dai sintomi. Possono essere utili visita ginecologica, ecografia pelvica e valutazione del pavimento pelvico da parte di una professionista specializzata. Chiamami per chiedere un appuntamento.
Quali rimedi e terapie esistono?
Oltre ai farmaci, possono aiutare fisioterapia del pavimento pelvico, attività fisica, gestione dello stress, alimentazione equilibrata e percorsi multidisciplinari personalizzati.
Quando bisogna andare dal ginecologo?
Se il dolore è molto intenso, compare improvvisamente, peggiora nel tempo o si associa a sanguinamenti anomali, dolore durante i rapporti o difficoltà a concepire.
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