Isterectomia cos’è e riabilitazione pre e post intervento

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L’isterectomia è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione dell’utero, indicato in presenza di alcune patologie o condizioni che possono compromettere in modo significativo la qualità di vita della donna, come prolasso, endometriosi, tumori o fibromi di grandi dimensioni. Proprio perché si tratta di un intervento importante e invasivo, viene generalmente preso in considerazione quando le altre opzioni terapeutiche non sono efficaci o non risultano praticabili.

Come potrai immaginare, rimuovere una struttura centrale come l’utero comporta una serie di cambiamenti nel corpo, che non si limitano alla perdita della fertilità. Tra le possibili conseguenze, infatti, c’è anche un’alterazione degli equilibri del pavimento pelvico, con un aumento del rischio di prolasso della volta vaginale o delle pareti vaginali, proprio per la mancanza di uno dei principali punti di sostegno.

È qui che entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato: la prevenzione e la riabilitazione del pavimento pelvico. Lavorare su questi muscoli prima e dopo l’intervento permette di preparare il corpo al cambiamento e di sostenere le strutture rimanenti, riducendo il rischio di complicanze nel tempo.

In questo articolo voglio spiegarti perché la riabilitazione è così importante e come può aiutarti a vivere questo percorso con maggiore consapevolezza e sicurezza.

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Immagine da Canva

Cos’è l’Isterectomia e quando è necessaria

L’isterectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione dell’utero e può essere eseguito con modalità diverse, a seconda della patologia e delle condizioni della donna. Si parla di isterectomia totale quando vengono rimossi utero e collo dell’utero (cervice), di isterectomia parziale (o subtotale) quando viene asportato solo il corpo dell’utero lasciando la cervice, e di isterectomia radicale nei casi oncologici più complessi, in cui si rimuovono anche i tessuti circostanti, parte della vagina e, talvolta, i linfonodi.

È importante distinguere questo intervento da altre procedure che coinvolgono l’apparato riproduttivo: l’ooforectomia riguarda l’asportazione delle ovaie, mentre la salpingectomia interessa le tube di Falloppio. In alcuni casi, queste procedure possono essere associate all’isterectomia, ma non sono automaticamente incluse.

L’isterectomia viene indicata quando sono presenti condizioni che non rispondono ad altre terapie o che compromettono in modo significativo la salute e la qualità di vita, come:

  • Fibromi uterini di grandi dimensioni;
  • Endometriosi severa;
  • Prolasso uterino avanzato;
  • Sanguinamenti anomali non controllabili;
  • Tumori ginecologici. 

Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando non si tratta di patologie oncologiche, si cerca sempre di valutare prima opzioni meno invasive.

Proprio per questo motivo, l’isterectomia anche se abbastanza comune come intervento, non è mai una scelta di primo livello, ma viene proposto con attenzione, dopo una valutazione approfondita e condivisa. Essere informate su cosa comporta davvero è il primo passo per affrontarlo con maggiore serenità, senza spaventarti.

Conseguenze dell’Isterectomia sul corpo

Affrontare un’isterectomia significa andare incontro a una serie di cambiamenti che coinvolgono il corpo in modo globale. Parlare di conseguenze non serve a spaventare, ma a prepararsi in modo consapevole a ciò che può accadere, così da poter intervenire tempestivamente e con gli strumenti giusti.

Dal punto di vista fisico, oltre all’infertilità permanente, possono verificarsi modifiche nella struttura e nella funzionalità del pavimento pelvico. La rimozione dell’utero altera gli equilibri interni, con un possibile aumento del rischio di prolasso della volta vaginale o delle pareti vaginali. In letteratura, questo rischio è ben documentato, soprattutto negli anni successivi all’intervento.

Un altro aspetto riguarda la funzione urinaria e intestinale. Poiché i nervi che controllano vescica e intestino decorrono in prossimità dell’utero, l’intervento può, in alcuni casi, influenzarne il funzionamento, causando sintomi come incontinenza urinaria, difficoltà di svuotamento o sensazione di peso pelvico.

Non va poi trascurato l’impatto sulla sfera sessuale. Alcune donne riferiscono cambiamenti nella sensibilità o nella percezione durante i rapporti, soprattutto in caso di isterectomia totale. A questo si aggiunge una componente emotiva importante, legata al vissuto personale dell’intervento.

Esistono anche fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di complicanze, come l’età, la presenza di altre patologie, il tipo di intervento e lo stato del pavimento pelvico prima dell’operazione.

Il messaggio però che voglio trasmettere è questo: conoscere queste possibili conseguenze permette di non subirle passivamente, ma di prevenirle e gestirle con un approccio mirato. Vediamo come possiamo intervenire gradualmente sul pavimento pelvico per evitare alcune di queste complicanze.

Il legame con il pavimento pelvico 

L’utero non è solo un organo riproduttivo, ma rappresenta anche un punto di equilibrio per l’intero sistema pelvico. È sostenuto da legamenti e strutture che contribuiscono a mantenere in posizione anche vescica, vagina e retto. Quando viene rimosso, questo equilibrio può modificarsi, con un impatto diretto sulla stabilità del pavimento pelvico.

Di recente è stata pubblicata una revisione sistematica sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology (AJOG) che dimostra come, dopo un’isterectomia, possa aumentare il rischio di disfunzioni pelviche, tra cui prolasso, incontinenza urinaria e alterazioni della funzione intestinale, anche 10 anni dopo l’intervento! In particolare, il prolasso della volta vaginale è una delle complicanze più conosciute, legata proprio alla perdita di un punto di sostegno centrale.

Ed è per questa ragione che la riabilitazione del pavimento pelvico assume un ruolo fondamentale, sia prima che dopo l’intervento. Nel periodo pre-operatorio, lavorare sulla muscolatura pelvica permette di arrivare all’intervento con una maggiore preparazione corporea e una base muscolare più solida. Nel post-operatorio, invece, la riabilitazione aiuta a recuperare tono, coordinazione e funzionalità, riducendo il rischio di complicanze nel tempo.

Un pavimento pelvico sano, infatti, evita di andare incontro a incontinenze e prolassi, oltre a migliorare sensibilmente la qualità di vita della donna.

Secondo uno studio pubblicato sul Brazilian Journal of Physical Therapy, condotto su 776 partecipanti, ci sono prove di moderata qualità che l’allenamento dei muscoli del pavimento pelvico è efficace per migliorare la funzione sessuale delle donne dopo l’isterectomia, rispetto all’assenza di intervento. 

Prendersi cura del pavimento pelvico non è un’opzione da prendere in considerazione solo quando il danno ormai è avvenuto, ma una parte integrante del percorso per il recupero totale da un intervento di isterectomia. Significa accompagnare il corpo in un cambiamento importante, aiutandolo a ritrovare equilibrio e stabilità nel tempo.

Devi affrontare un intervento di isterectomia? Contattami e ti aiuterò a prepararti all’intervento.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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