Partorire in casa: è possibile senza rischi?

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Ci sono moltissime donne che desiderano partorire in casa, ma poi cambiano idea perché, comprensibilmente, si lasciano prendere dalla paura. Spesso questa paura nasce da racconti negativi, esperienze difficili o informazioni poco chiare che circolano tra mamme, online e non solo.

La domanda che torna più spesso è sempre la stessa: e se qualcosa dovesse andare storto? È una preoccupazione assolutamente legittima, che riguarda sia la salute della madre che quella del bambino. Il parto è un evento fisiologico, ma non per questo privo di imprevisti. Basta una complicazione, una situazione che evolve rapidamente o un intervento non tempestivo per cambiare il corso delle cose, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova.

Come ostetrica, però, è importante fare chiarezza: partorire in casa è possibile, ma non è una scelta da prendere alla leggera. Non dobbiamo “improvvisare” un parto tra le mura domestiche, ma fare un percorso ben strutturato, che segue protocolli precisi e criteri di selezione rigorosi. Proprio per questo motivo, non tutte le donne possono accedervi.

È altrettanto importante sottolineare che nessun parto è completamente privo di rischi, né in ospedale né a casa. La differenza sta nell’organizzazione, nella selezione dei casi e nella gestione dell’assistenza.

In questo articolo voglio aiutarti a capire meglio cosa significa davvero partorire in casa, cosa prevedono le linee guida e quali sono i criteri di sicurezza su cui si basa questa scelta.

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Immagine generata con IA

Cosa significa partorire in casa?

Partorire in casa non significa “fare da sole” o rinunciare all’assistenza sanitaria, come spesso si pensa. Si tratta, al contrario, di un percorso strutturato e pianificato, seguito da ostetriche qualificate che accompagnano la donna durante tutta la gravidanza e il parto, valutando attentamente che ci siano le condizioni di sicurezza per affrontarlo al domicilio. Il parto in casa è infatti riservato a gravidanze fisiologiche, senza complicazioni, e prevede protocolli ben definiti, proprio come avviene in ospedale.

In Italia questa pratica è ancora poco diffusa: si stima che meno dell’1% delle donne scelga di partorire a casa. Un dato molto diverso rispetto ad altri Paesi europei. Nei Paesi Bassi, per esempio, il parto in casa è parte integrante del sistema sanitario e riguarda una percentuale significativa di nascite, mentre nel Regno Unito è un’opzione prevista e supportata dal servizio sanitario pubblico, con percorsi dedicati e assistenza garantita. In Italia, invece, il parto domiciliare è generalmente a carico della famiglia, fatta eccezione per alcune realtà locali.

È interessante ricordare che, fino a poche generazioni fa, partorire in casa era la norma. Le nostre nonne, e spesso anche le nostre madri, hanno vissuto il parto tra le mura domestiche, assistite da levatrici e donne esperte della comunità. Tuttavia, bisogna essere onesti: all’epoca non esistevano le conoscenze e le risorse di oggi, e non sempre c’era la possibilità di intervenire rapidamente in caso di complicazioni. Ecco spiegato perché diversi di questi parti avevano esiti tragici.

Oggi il contesto è completamente diverso. Le ostetriche che assistono il parto in casa sono professioniste sanitarie formate, che selezionano accuratamente i casi, monitorano costantemente mamma e bambino e sono attrezzate per gestire eventuali emergenze iniziali. E soprattutto, sanno quando è il momento di trasferirsi in ospedale, perché la sicurezza resta sempre la priorità.

Partorire in casa in sicurezza: le linee guida da rispettare

Affinché un parto in casa sia considerato sicuro, è fondamentale che vengano rispettati criteri ben precisi, condivisi a livello internazionale e ripresi anche da linee guida basate sull’evidenza scientifica. Non tutte le gravidanze sono idonee: il parto domiciliare è indicato esclusivamente in presenza di una gravidanza fisiologica, a basso rischio, senza patologie materne o complicazioni ostetriche.

Tra i principali requisiti troviamo: 

  • Gravidanza singola;
  • Feto in posizione cefalica (cioè con la testa rivolta verso il basso);
  • Assenza di precedenti complicazioni importanti;
  • Decorso della gravidanza regolare
  • Età gestazionale non troppo avanzata, tale da far rientrare la gravidanza in quelle a rischio;
  • Il parto deve avvenire a termine, generalmente tra le 37 e le 42 settimane.

Un altro elemento fondamentale riguarda l’organizzazione. Il parto in casa non si improvvisa: prevede la presenza di almeno un’ostetrica esperta (spesso due), reperibilità continua nelle settimane finali e una pianificazione dettagliata anche per eventuali emergenze. È sempre previsto un collegamento con l’ospedale più vicino e la possibilità di trasferimento rapido, qualora necessario.

Dal punto di vista pratico, l’ambiente domestico viene preparato con attenzione: non serve trasformare la casa in una sala operatoria, ma è importante che il personale sanitario garantisca condizioni igieniche adeguate, avendo a disposizione il materiale necessario, come strumenti per il monitoraggio dei parametri materni e fetali, dispositivi per la gestione del neonato e kit per eventuali urgenze. La stessa ostetrica consiglia ai genitori di preparare alcuni materiali di uso quotidiano, come biancheria ben pulita, cerate e sacchi della spazzatura.

Le principali organizzazioni internazionali, tra cui Organizzazione Mondiale della Sanità, sottolineano che il parto domiciliare può essere una scelta sicura quando inserito in un sistema sanitario organizzato, con professionisti qualificati e criteri di selezione rigorosi. Il punto, quindi, non è il luogo in sé, ma come viene gestito il percorso.

I vantaggi del parto in casa: cosa dice la scienza?

Negli ultimi anni, diversi studi hanno analizzato il parto in casa confrontandolo con quello ospedaliero, soprattutto nelle gravidanze a basso rischio. Le evidenze disponibili mostrano che, in presenza di una corretta selezione delle donne e di un’assistenza qualificata, il parto domiciliare può essere una scelta sicura e associata ad alcuni benefici specifici.

Ecco alcuni studi al riguardo:

Uno dei vantaggi più evidenti riguarda la riduzione degli interventi medici non necessari. Gli studi evidenziano che le donne che partoriscono in casa hanno minori probabilità di ricorrere a interventi come induzione del travaglio, uso di ossitocina sintetica, episiotomia o parto operativo. Sappiamo bene quanto alcune di queste pratiche vengano effettuate senza consenso della donna, anche quando sono perfettamente evitabili. Un argomento di cui parlo nei miei corsi preparto a Roma.

Un altro aspetto importante è il benessere materno. Partorire in un ambiente familiare, circondata da persone di fiducia, può favorire un maggiore rilassamento e una migliore gestione del dolore. Alcuni studi riportano anche una maggiore soddisfazione dell’esperienza del parto e un minor rischio di vissuti traumatici nel post-partum. Ho perso il conto delle donne che hanno deciso a malincuore di non avere più figli a causa di una terribile esperienza legata al parto.

Dal punto di vista neonatale, le evidenze mostrano esiti sovrapponibili a quelli ospedalieri nei casi selezionati a basso rischio, proprio perché le condizioni di partenza sono attentamente valutate.

Naturalmente, è fondamentale ribadire che questi vantaggi si applicano solo quando il parto in casa è organizzato in modo corretto e con professionisti esperti. Non è una scelta “migliore” in assoluto, ma una possibilità tra le altre, che va discussa con la propria ostetrica di fiducia.

Se stai valutando questa opzione o vuoi semplicemente saperne di più, il consiglio è sempre lo stesso: parlane con la tua ostetrica. Sono la figura più adatta per aiutarti a capire se il parto in casa può essere una scelta adatta a te, nel rispetto della tua sicurezza e di quella del tuo bambino. 

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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