La visita ostetrica in gravidanza in cosa consiste? È una domanda che le mamme si pongono spesso, soprattutto se si tratta del primo bambino, quando la gioia della doppia linea sul test si unisce all’impazienza e al dubbio.
Anche se l’impulso è quello di correre subito dal professionista per verificare lo stato di salute del feto, faccio subito presente che la prima visita è consigliata tra la settima e la decima settimana o dopo il test positivo, per il semplice fatto che prima non si vedrebbe nulla a livello ecografico, anche se comunque è possibile valutare lo stato di salute della mamma.
Ciò che molte non sanno, ma che abbiamo già spiegato nel nostro precedente contenuto dedicato interamente al percorso della gravidanza, è che se la tua gestazione è fisiologica (a basso rischio e senza complicazioni), puoi essere seguita interamente da un’ostetrica, senza la necessità di recarti dalla ginecologa.
Mi chiamo Roberta, sono ostetrica e mamma tris. Hai bisogno di una visita ostetrica in gravidanza a Roma? Contattami al numero 3489181482 per prendere un appuntamento!

Quante visite ostetriche si fanno in gravidanza?
Durante la gravidanza, le visite periodiche rappresentano un punto di riferimento importante per monitorare la salute della mamma e del bambino. La loro frequenza e natura possono variare in base al tipo di gravidanza, se fisiologica o a rischio.
Nelle gravidanze fisiologiche, cioè quelle che procedono senza particolari complicazioni, le linee guida nazionali prevedono in genere una visita ostetrica (o ginecologica) ogni 4-6 settimane, fino alla 36ª settimana, per poi intensificare i controlli fino al parto, in base alle disposizioni del professionista.
In questo percorso, l’ostetrica può seguire in autonomia la donna, eseguendo gli esami di routine (come la misurazione della pressione, il controllo del peso, l’ascolto del battito fetale, la palpazione addominale e la valutazione della crescita uterina). Queste visite sono momenti preziosi anche per affrontare eventuali dubbi, ricevere consigli personalizzati e prepararsi con serenità alla nascita.
Nel caso di gravidanza a rischio, invece, la frequenza e il tipo di controlli aumentano. Si parla di gravidanza a rischio quando sono presenti patologie materne come diabete, ipertensione o problemi tiroidei, oppure gravidanze gemellari o complicazioni rilevate nel corso della gestazione. In queste situazioni, la donna viene seguita in collaborazione con la ginecologa e può essere necessario effettuare monitoraggi più ravvicinati, ecografie aggiuntive e analisi di laboratorio specifiche.
In ogni caso, la visita ostetrica non è solo un controllo clinico, ma un momento di ascolto e confronto: serve a tutelare la salute fisica, ma anche quella emotiva della donna, sostenendola lungo tutto il suo percorso di maternità.
Come si svolge la visita ostetrica in gravidanza?
Durante la visita ostetrica del primo trimestre (generalmente tra la 7ª e la 10ª settimana) la futura mamma entra in contatto con l’ostetrica per la prima volta con un doppio obiettivo: dare un avvio consapevole alla gravidanza e garantire che tutto proceda secondo i parametri fisiologici.
L’incontro inizia con un colloquio approfondito: l’ostetrica raccoglie l’anamnesi ostetrico-ginecologica della donna e, se presente, del partner, incluse patologie attuali o pregresse, allergie, interventi chirurgici, terapie in corso, e stile di vita. Successivamente si rilevano parametri essenziali: peso, altezza, indice di massa corporea, pressione arteriosa, e si verifica lo stato della gravidanza (numero di embrioni, presenza di battito cardiaco) tramite ecografia o valutazioni cliniche previste dalle linee guida.
L’ostetrica valuta inoltre la presenza di fattori di rischio (per esempio diabete, ipertensione, gravidanza multipla) e stabilisce il tipo di percorso più adatto, ovvero fisiologico o da considerare “a rischio”.
Vengono poi programmate le analisi ematochimiche (sangue e urine), lo screening infettivologico (toxoplasmosi, rosolia, HIV, epatite) e, se indicato, test di diagnosi prenatale, quali amniocentesi, villocentesi e translucenza nucale.
Nessuna preparazione particolare è richiesta dalla donna prima dell’appuntamento; è sufficiente portare eventuali documenti medici, assumere l’igiene intima come di consueto e arrivare con domande o dubbi da condividere.
Al termine della visita, l’ostetrica spiega alla madre e al partner il piano di controllo, i prossimi esami, le eventuali raccomandazioni (alimentazione, evitare fumo/alcol, integrazione di acido folico) e fissa il prossimo appuntamento. In questo modo, ti trovi a “navigare a vista”, ma entri in un percorso strutturato di cura, guida e supporto umano.
Perché è importante la visita ostetrica in gravidanza?
La visita ostetrica rappresenta un momento fondamentale di cura e prevenzione, in cui puoi ricevere un’attenzione completa e personalizzata. L’ostetrica è una professionista sanitaria specializzata nella salute femminile e, in particolare, nell’assistenza alla gravidanza fisiologica. Il suo compito non è solo quello di monitorare i parametri clinici, ma di garantire una continuità assistenziale che accompagna la donna (e la coppia) lungo tutto il percorso, dal concepimento al post partum.
A differenza di una visita puramente medica, quella ostetrica è un vero e proprio bilancio di salute, mirato a confermare il benessere della gravidanza piuttosto che a cercare segni di patologia. Attraverso il colloquio e la valutazione clinica, l’ostetrica raccoglie informazioni sulla storia personale e familiare della donna, sul suo stile di vita e su eventuali fattori di rischio. Tutto questo consente di costruire un quadro completo, utile a capire se è necessaria un’assistenza aggiuntiva o se la gestazione può proseguire serenamente in autonomia.
Durante la visita, inoltre, puoi chiarire dubbi e ricevere informazioni sulle diverse modalità di parto (naturale, indotto o cesareo) comprendendone vantaggi e indicazioni. Dopo la nascita, l’ostetrica continua ad essere una figura di riferimento, sostenendo la mamma nell’allattamento, nella cura del neonato e nel delicato equilibrio emotivo dei primi mesi.
In ogni fase, l’ostetrica lavora in collaborazione con altri professionisti, contribuendo ad un approccio integrato che mette al centro la salute e il benessere della donna, non solo come futura madre, ma come persona nella sua totalità.
Visita ostetrica vs visita ginecologica: le differenze
La visita ostetrica e la visita ginecologica sono due momenti distinti, ma complementari nell’assistenza alla donna. La visita ginecologica è condotta da un medico specializzato in ginecologia e si occupa dell’apparato riproduttivo femminile nel suo insieme, principalmente per la prevenzione, diagnosi e cura di patologie, compresa la contraccezione.
La visita ostetrica, invece, è affidata all’ostetrica, per l’appunto, professionista sanitaria specializzata nel percorso della gravidanza, del parto e nel post-parto. Si concentra sullo stato di benessere della donna e del feto nel corso della gestazione fisiologica, guida la scelta, l’accompagnamento e la preparazione al parto.
Ma non solo, perché il ruolo dell’ostetrica in realtà non è relegato solo alla sfera gestazionale, in quanto può supportare le donne anche nella fisioterapia legata al pavimento pelvico, sia per complicanze legate al parto, sia per disagi subentranti nel corso dell’età.
In altre parole, la ginecologa opera in campo medico-diagnostico e terapeutico, mentre l’ostetrica interviene nel campo assistenziale ed educativo durante la gravidanza e nel corso di tutta la vita della donna, dal primo ciclo mestruale alla menopausa. Entrambe sono fondamentali, e spesso lavorano insieme per garantire un percorso sicuro e sereno per la donna e il bambino.
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