Numerose donne nel mondo sono costrette a convivere con dolore pelvico cronico, cistiti ricorrenti e fastidi urinari, senza mai trovare una risposta esaustiva sul perché periodicamente debbano assumere farmaci capaci di contrastare tali malesseri.
Il problema, a parer mio, è che spesso e volentieri in medicina ci si preoccupa di curare il problema quando si è già instaurato, agendo sui sintomi e sulla guarigione, ma non si va ad indagare sulle sue origini.
Il risultato? Dopo aver concluso l’ennesima terapia antibiotica, il problema si ripresenta dopo qualche settimana, mese e al primo periodo stressante. Questo sistema alla lunga, oltre a risultare frustrante e pesante a livello emotivo, rende sempre meno efficace la terapia farmacologica.
Come ostetrica esperta nella riabilitazione del pavimento pelvico mi trovo spesso a confrontarmi con donne che non si sentono ascoltate e vivono per anni disagi fisici che accettano come se fossero normali.
In questo articolo voglio aiutarti a vedere la questione da un punto di vista diverso, di cui forse nessuno ti ha mai parlato: spostiamo la lente sulla salute dell’intestino per comprendere cosa succede ai tuoi organi genitali. Perché? Te lo spiego step by step.

Dolore Pelvico Cronico e Cistiti ricorrenti: come si instaurano e si sviluppano
Quando parliamo di dolore pelvico cronico ci riferiamo a un dolore persistente, localizzato nella parte bassa dell’addome e del bacino, che dura da almeno sei mesi e che spesso interferisce con la qualità della vita. Può essere continuo o intermittente, lieve o intenso, e talvolta peggiora durante il ciclo mestruale, i rapporti sessuali, la minzione o l’evacuazione. Le cause possono essere molteplici e coinvolgere l’apparato ginecologico, urinario, intestinale e muscolo-fasciale, rendendo la diagnosi complessa e, purtroppo, spesso tardiva.
Le cistiti, invece, sono infiammazioni della vescica, nella maggior parte dei casi di origine batterica. Si manifestano con bruciore urinario, stimolo frequente a urinare, dolore sovrapubico e sensazione di svuotamento incompleto. Quando gli episodi diventano frequenti, si parla di cistiti ricorrenti, una condizione estremamente frustrante per chi ne soffre, perché sembra non lasciare tregua.
In entrambi i casi, il trattamento più comune è spesso sintomatico: antidolorifici, antinfiammatori, miorilassanti per il dolore pelvico; antibiotici, talvolta ripetuti, per le cistiti. Questi approcci possono essere utili nella fase acuta, ma non sempre riescono a risolvere il problema alla radice, soprattutto quando i disturbi tendono a ripresentarsi nel tempo.
Negli ultimi anni, però, l’attenzione si sta spostando sempre di più su un elemento spesso trascurato: l’equilibrio del microbiota intestinale. Comprendere il suo ruolo apre nuove possibilità non solo per trattare, ma anche per prevenire dolore pelvico cronico e cistiti ricorrenti, come vedremo nel prossimo paragrafo.
Intestino e area pelvica: una connessione spesso sottovalutata
Per chi affronta il dolore pelvico cronico e cistiti ricorrenti, spesso il focus resta su organi specifici come vescica o utero. In realtà esiste una connessione profonda e biologicamente significativa tra intestino e area pelvica che viene sempre più confermata dalla ricerca scientifica. Il sistema intestinale ospita un ecosistema complesso di microrganismi chiamato microbiota, composto da batteri, virus, funghi e protozoi (sono trilioni!) che influenzano il nostro metabolismo, il sistema immunitario e persino la percezione del dolore. Un microbiota in equilibrio aiuta a mantenere una barriera intestinale sana e a modulare l’infiammazione sistemica, mentre uno squilibrio, detto anche disbiosi, è associato a infiammazioni croniche e sensibilizzazione viscerale che possono manifestarsi anche nell’area pelvica.
La connessione tra microbiota e sindrome dolorosa pelvica è supportata da studi recenti pubblicati sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, che hanno identificato alterazioni specifiche nel profilo microbico (sia intestinale sia genitourinario) nelle persone con dolore pelvico cronico, suggerendo che alcune comunità microbiche correlate all’infiammazione o alla sensibilizzazione nervosa possano contribuire ai sintomi.
Anche per le cistiti ricorrenti la scienza inizia a vedere un ruolo importante nel microbiota (vd. lo studio pubblicato sul Journal of Personalized Medicine): la disbiosi intestinale e una maggiore permeabilità intestinale sono stati osservati in donne con cistiti ripetute, dove un microbiota meno diversificato può facilitare la presenza di batteri potenzialmente patogeni e influenzare la risposta immunitaria locale.
Infine, l’uso continuativo di antibiotici, pur necessario in alcune fasi, tende ad alterare profondamente la composizione del microbiota intestinale, eliminando anche batteri “buoni” e favorendo una disbiosi che può diventare un circolo vizioso, facendo aumentare la suscettibilità alle recidive.
Tutto questo apre una nuova prospettiva: l’equilibrio del microbiota, e non solo l’eliminazione dei sintomi, potrebbe giocare un ruolo decisivo nella prevenzione e nella gestione a lungo termine del dolore pelvico cronico e delle cistiti ricorrenti. Nel prossimo paragrafo ne parleremo in dettaglio.
Curare e Prevenire Dolore Pelvico Cronico e Cistiti ricorrenti
Se la scienza sta confermando che microbiota intestinale e salute pelvica sono profondamente correlati, allora la domanda sorge spontanea: come possiamo intervenire in modo sensato per ridurre questi disagi, senza confidare solo nei farmaci? La risposta non è magica ma è molto pratica: si tratta di lavorare su più fronti, intervenendo sullo stile di vita, sull’alimentazione, sulla gestione dello stress e sulla salute muscolo-scheletrica.
L’alimentazione è la prima cosa da osservare nella salute del microbiota. Per migliorare la sintomatologia, spesso viene consigliata una dieta molto restrittiva che, in alcune fasi, può ridurre i sintomi e offrire sollievo. Tuttavia, nelle donne, soprattutto se già provate da anni di dolore, diete eccessivamente rigide possono:
- Aumentare il rapporto conflittuale con il cibo;
- Generare carenze nutrizionali;
- Impoverire ulteriormente il microbiota (in caso di diete fai da te);
- Incrementare stress e senso di frustrazione.
Per questo motivo, la dieta non dovrebbe mai diventare una “punizione”, ma uno strumento di cura che si integra con altri tipi di terapia. Attenzione, però, perché eccessi di zuccheri semplici, alimenti ultra-processati e grassi saturi possono promuovere uno stato infiammatorio che si riflette anche nelle mucose urogenitali. Secondo studi recenti, una dieta mediterranea o comunque orientata alla riduzione dell’infiammazione (chiaramente prescritta da professionisti) è associata ad una maggiore diversità microbica, un fattore protettivo contro le recidive di infezioni e l’infiammazione cronica.
Anche lo stress ha un impatto enorme sul microbiota tramite l’asse intestino-cervello: stress cronico e alterazioni del ritmo sonno-veglia influenzano negativamente la composizione microbica e la risposta immunitaria, aumentando la suscettibilità alle infiammazioni e ai disturbi pelvici.
Altro tassello fondamentale è la salute del pavimento pelvico. Muscoli troppo tesi o ipertonici possono contribuire alla percezione di dolore cronico e creare un terreno “sensibilizzato” dove anche piccoli squilibri intestinali o urinari si amplificano. In questo senso, il lavoro con un’ostetrica specializzata, per esempio attraverso la rieducazione del pavimento pelvico, esercizi mirati, tecniche di rilassamento e postura, può aiutare a ristabilire equilibrio meccanico, ridurre tensioni e migliorare la coordinazione muscolare.
Infine, è importante essere cauti con l’uso “fai da te” di integratori e vitamine pensati per “alimentare il microbiota”: senza una valutazione clinica e senza esami che dimostrino una carenza specifica, si rischia di spendere soldi inutilmente o, peggio, di alterare altri equilibri metabolici. Il supporto di un medico o di una professionista sanitaria è fondamentale, perché ogni corpo è unico e ogni intervento va modulato.
In altre parole, prevenire è possibile, e passa da un’azione integrata su alimentazione, gestione dello stress, equilibrio del microbiota e cura del pavimento pelvico, con un approccio personalizzato e supportato da professioniste competenti come l’ostetrica.
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