Diastasi addominale cos’è e come trattarla

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Quando parliamo di gravidanza e post-parto, spesso ci concentriamo solo sul bambino, lasciando in secondo piano il corpo e il benessere della donna. Eppure, molte neomamme mi fanno la stessa domanda, magari con un filo di vergogna: “È normale che dopo il parto la pancia sia ancora così?”. Ed è proprio da qui che voglio partire per spiegare diastasi addominale cos’è davvero.

La diastasi addominale è una condizione che riguarda moltissime donne, ma che viene spesso sottovalutata perché considerata “normale”. Dopo il parto è normale che il corpo abbia bisogno di tempo per recuperare, certo. Ma il desiderio di tornare a sentirsi bene nel proprio corpo viene troppo spesso vissuto come qualcosa di egoistico o puramente estetico. Come se volersi riconoscere di nuovo allo specchio fosse una colpa!

In realtà, dietro a quella pancia che non rientra, si nascondono spesso disagi profondi che coinvolgono l’equilibrio del corpo, la postura, la respirazione, la disbiosi intestinale e il pavimento pelvico. Ignorarli significa rischiare che si cronicizzino nel tempo e peggiorino altre problematiche. Per questo è importante parlarne, informarsi e affidarsi a personale competente.

Sono l’Ostetrica Roberta e mi occupo anche di accompagnare le donne nel recupero dopo la gravidanza, aiutandole a prendersi cura dei segni visibili e invisibili lasciati dal parto. Lavoro senza farmaci, attraverso consigli mirati, educazione corporea e fisioterapia, e sono specializzata con un master in riabilitazione del pavimento pelvico. Il mio obiettivo è aiutare ogni donna a tornare a sentirsi forte, stabile e a proprio agio nel suo corpo.

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Cos’è la diastasi addominale e come si presenta

La diastasi addominale è una separazione eccessiva dei muscoli retti dell’addome, i due muscoli verticali che scorrono parallelamente al centro della pancia e che sono uniti dalla cosiddetta linea alba. Durante la gravidanza, l’utero cresce, l’addome si espande e questi muscoli si allontanano fisiologicamente per fare spazio al bambino.

Il problema nasce quando, dopo il parto, questa separazione non si riduce spontaneamente e rimane oltre i valori considerati funzionali. Visivamente, la diastasi può manifestarsi come una pancia prominente, soprattutto quando si è in piedi o si compiono sforzi. Molte donne mi dicono: “Sembro ancora incinta”, ed è una frase che racconta bene il disagio emotivo oltre a quello fisico.

Ma i sintomi non sono solo estetici. La diastasi può causare mal di schiena, senso di instabilità del tronco, difficoltà digestive, gonfiore, dolore lombare e problemi legati al pavimento pelvico, come incontinenza urinaria o senso di peso. Questo perché l’addome non riesce più a svolgere correttamente la sua funzione di sostegno e contenimento.

Il disagio che ne deriva è profondo: molte donne evitano di guardarsi allo specchio, di vestirsi come vorrebbero o di praticare attività fisica per paura di peggiorare la situazione. È importante sapere che non si tratta di un fallimento del corpo, ma di una condizione che può essere compresa e affrontata con gli strumenti giusti, ma soprattutto con l’aiuto di una professionista.

Prevenzione della diastasi addominale: è possibile evitarla?

Una delle domande che vengono poste più spesso è: “Si può prevenire la diastasi addominale?”. La risposta è: in parte sì, ma con alcune precisazioni importanti.

Durante la gravidanza, una certa separazione dei muscoli addominali è fisiologica e inevitabile. Tuttavia, esistono fattori che aumentano il rischio di sviluppare una diastasi più marcata e persistente. Tra questi troviamo la predisposizione genetica, gravidanze multiple, feti di peso elevato, diastasi già presente prima della gravidanza, aumento di peso eccessivo e posture scorrette mantenute nel tempo.

Anche il modo in cui si utilizza il corpo durante la gravidanza e nel post-parto ha un ruolo fondamentale. Spingere sull’addome in modo scorretto, trattenere il respiro, eseguire esercizi non adatti o sollevare carichi senza una buona gestione della pressione addominale può favorire l’aggravarsi della separazione.

I dati scientifici indicano che la diastasi addominale interessa una percentuale molto elevata di donne subito dopo il parto, con una riduzione spontanea nei primi mesi. Tuttavia, in una quota significativa di casi, la diastasi persiste anche a distanza di un anno o più, soprattutto in assenza di un percorso riabilitativo adeguato.

La prevenzione passa quindi dall’informazione, dall’ascolto del proprio corpo e dal supporto di professionisti che sappiano guidare la donna in modo personalizzato, già durante la gravidanza e subito dopo il parto.

Come si cura la diastasi addominale: trattamenti e falsi miti

Arriviamo ora al cuore della questione: come si cura la diastasi addominale? Prima di tutto, è importante sfatare un falso mito molto diffuso: la diastasi non è qualcosa con cui “bisogna convivere per forza”, soprattutto dopo più gravidanze. Non è vero che sia normale rassegnarsi al disagio.

Un altro falso mito è che l’unica soluzione sia l’intervento chirurgico. In realtà, nella maggior parte dei casi, è possibile ottenere ottimi risultati con un trattamento conservativo, non invasivo e personalizzato. Non solo, anche nel caso in cui dovesse essere indicata la chirurgia, sarebbe comunque necessaria una riabilitazione mirata prima e dopo l’intervento.

La riabilitazione della diastasi si basa su un lavoro mirato che coinvolge la respirazione, il controllo della pressione addominale, il rinforzo profondo dei muscoli del core e la riabilitazione del pavimento pelvico. Non si tratta di fare “addominali”, anzi: molti esercizi tradizionali possono peggiorare la situazione se eseguiti senza criterio e senza una guida.

Come ostetrica specializzata, accompagno le donne in un percorso che tiene conto della loro storia, del numero di gravidanze, del tipo di parto e delle loro esigenze quotidiane. Il trattamento può essere efficace anche a distanza di molti anni dal parto. Certo, l’ideale sarebbe iniziare intorno ai 40 giorni dopo il parto, ma meglio tardi che mai!

Rivolgersi ad un’ostetrica significa affidarsi a una figura che conosce profondamente il corpo femminile, la gravidanza e il post-parto. I trattamenti non chirurgici permettono di migliorare la funzionalità addominale, ridurre i sintomi e aiutare la donna a recuperare fiducia nel proprio corpo, senza farmaci e nel rispetto dei tempi individuali.

La diastasi addominale non è una condanna né un capriccio estetico; se soffri di questo disagio, non esitare a contattarmi al 3489181482!

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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