Quanti movimenti fetali al giorno?

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Uno dei momenti più emozionanti della gravidanza è quando, per la prima volta, si percepiscono i movimenti del proprio bambino. È una sensazione difficile da descrivere a parole: un fremito, una piccola onda, qualcosa che ci fa fermare e pensare “è lui, è lei”. Da quel momento in poi, i movimenti fetali diventano una presenza quotidiana, un dialogo silenzioso che accompagna la mamma fino al parto.

Con il passare delle settimane, però, questa emozione può trasformarsi anche in una fonte di dubbi e preoccupazioni. Il mio bambino si muove abbastanza? Si muove troppo? Oggi lo sento meno, è normale? È assolutamente normale porsi queste domande, perché i movimenti fetali rappresentano una delle principali forme di rassicurazione sul benessere del bambino.

Durante la gravidanza impariamo, giorno dopo giorno, a riconoscere i momenti in cui il nostro bambino è più attivo e quelli in cui riposa. Sentirlo muovere ci tranquillizza, ci fa sentire connesse e ci aiuta a costruire un legame profondo ancora prima della nascita. Proprio per questo è naturale chiedersi quanti movimenti fetali al giorno siano considerati normali, anche perché la frequenza dei movimenti è un dato importante per valutare la salute del feto.

Secondo le linee guida nazionali, una gravidanza fisiologica può essere seguita interamente da un’Ostetrica. Io sono Roberta, ex infermiera e ostetrica, e accompagno le donne lungo tutto il percorso della gravidanza, offrendo ascolto, analisi, supporto e informazioni basate su evidenze scientifiche. Nessuna domanda è banale, soprattutto in una fase così delicata e intensa della vita.

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Cosa sono i movimenti fetali e quando si iniziano a sentire

I movimenti fetali sono l’espressione dell’attività del bambino all’interno dell’utero. Sono dovuti allo sviluppo del sistema nervoso, dei muscoli e delle articolazioni, e rappresentano un segno fondamentale di vitalità e benessere.

Il bambino si muove per molte ragioni: esplora lo spazio intorno a sé, cambia posizione, reagisce agli stimoli esterni e interni, come i suoni, la luce, il ritmo sonno-veglia e persino lo stato emotivo della madre. All’inizio i movimenti sono piccoli e delicati, poi diventano progressivamente più coordinati e percepibili.

In una prima gravidanza, i movimenti fetali vengono generalmente percepiti tra la 18ª e la 20ª settimana, mentre nelle gravidanze successive possono essere avvertiti anche qualche settimana prima, intorno alla 16ª settimana. Prima di questo periodo, è importante saperlo, non è possibile sentire i movimenti fetali, anche se il bambino si muove già. In quelle fasi iniziali, le sensazioni che molte donne riferiscono sono spesso dovute all’attività intestinale o a piccoli spasmi muscolari.

Imparare a distinguere i movimenti fetali da quelli intestinali richiede tempo e attenzione. I movimenti del bambino tendono a essere più riconoscibili, ripetuti e localizzati sempre nello stesso punto, mentre quelli intestinali sono più diffusi e irregolari. Con il passare delle settimane, questa distinzione diventa sempre più chiara.

Ogni bambino è diverso: quando preoccuparsi dei movimenti fetali

Ogni bambino ha il suo modo di muoversi nella pancia. Ci sono feti molto attivi, che sembrano non fermarsi mai, e altri più tranquilli, che si fanno sentire meno spesso. Non esiste un numero uguale per tutte le gravidanze, ed è per questo che oggi non si parla più di “contare i calci” in modo rigido, ma di conoscere il proprio bambino.

Le linee guida sulla gravidanza, per esempio, suggeriscono di verificare la presenza di almeno 8-10 movimenti fetali in un’ora, specialmente nel terzo trimestre, tenendo anche conto del fatto che di norma il bambino nella pancia non dorme (eh sì, lo fa anche lui) più di 90 minuti consecutivi, con sonnellini di circa 20-40 minuti.

Senza farsene una malattia, contando ogni singolo movimento, ciò che conta davvero è riconoscere il pattern abituale dei movimenti e prestare attenzione alle variazioni improvvise. È importante contattare l’ostetrica o recarsi immediatamente in pronto soccorso in alcune situazioni specifiche: per esempio, quando si percepiscono movimenti molto intensi e continui, diversi dal solito, anche seguiti da un silenzio improvviso, oppure quando è passato molto tempo dall’ultima volta che si è sentito il bambino (1 ora e mezza o 2), o quando i movimenti diminuiscono nettamente rispetto al solito.

In alcuni casi, i movimenti possono risultare particolarmente dolorosi per la madre. Questo accade perché il bambino può “calciare” o spingere contro zone sensibili come la vescica, le costole o la colonna vertebrale. Sebbene questi movimenti non rappresentino di per sé un pericolo diretto per il bambino, possono causare fastidio intenso alla madre e meritano attenzione se associati a cambiamenti improvvisi nel comportamento fetale.

I movimenti del bambino possono, inoltre, sollecitare organi interni della madre, come la vescica, causando stimolo continuo alla minzione, o comprimere nervi e strutture muscolari. In presenza di dolore persistente, riduzione dei movimenti o sensazioni diverse dal solito, è sempre meglio rivolgersi all’Ostetrica per chiedere un consulto.

Movimenti fetali al giorno: cosa li influenza?

Il rapporto tra madre e bambino in gravidanza è profondamente simbiotico. L’umore, lo stress, l’attività fisica e il ritmo quotidiano della mamma influenzano direttamente il comportamento del feto. Quando la madre è rilassata, spesso anche il bambino tende a esserlo; quando è più attiva o agitata, il bambino può muoversi di più.

Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante. Dopo i pasti, soprattutto se contengono zuccheri semplici, è comune percepire un aumento dei movimenti fetali. Questo avviene perché il livello di glucosio nel sangue materno aumenta e il bambino ne risente, diventando più attivo.

La musica e la voce sono altri stimoli significativi. Diversi studi suggeriscono che il feto è in grado di percepire suoni esterni già dal secondo trimestre di gravidanza. La voce della madre, in particolare, ha un effetto rassicurante e può stimolare o calmare i movimenti. Anche la musica può influenzare l’attività fetale: melodie dolci tendono a favorire uno stato di calma, mentre suoni più intensi possono aumentare temporaneamente i movimenti.

Infine, il riposo della madre è fondamentale. Spesso le donne riferiscono di sentire il bambino muoversi di più la sera o quando si sdraiano: questo accade perché, nel silenzio e nella quiete, è più facile percepire i movimenti, ma anche perché il dondolio del movimento materno durante il giorno può favorire il sonno del feto.

Conoscere questi aspetti aiuta a vivere i movimenti fetali con maggiore consapevolezza e serenità, trasformandoli in uno strumento prezioso e unico di comunicazione tra mamma e bambino.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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