Quante di noi subito dopo aver partorito si sono sentite particolarmente irritabili e con l’umore a terra? Un insieme di sensazioni che segue la gioia di aver tenuto tra le braccia per la prima volta il nostro bambino, ma ci fa sentire impreparate e in preda allo sconforto.
Devi sapere che questa particolare circostanza è oggetto di studio da parte degli scienziati e viene chiamata Baby Blues, che per definizione indica una condizione transitoria della neomamma caratterizzata da malessere emotivo, ansia, irritabilità e fortissimi sbalzi d’umore.
Il motivo è molto semplice: dopo aver partorito il livello degli ormoni scende in picchiata, per poi stabilizzarsi nelle settimane successive. Durante questo periodo si possono sperimentare tutti gli stati emotivi spiegati in precedenza.
Ti ritrovi nella descrizione che ho appena fatto? Oppure desideri ricevere supporto e informazione per poter affrontare questa fase delicata nel modo migliore? Sono l’Ostetrica Roberta: contattami al numero 3489181482 per fissare un appuntamento.

Che cos’è il Baby Blues: sintomi
Secondo la medicina, il Baby Blues è uno stato emotivo transitorio che colpisce molte neomamme nei giorni immediatamente successivi al parto; non è una patologia, non sei malata, ma vivi un fenomeno legato a cambiamenti ormonali, fisici ed emotivi che richiede attenzione, pur senza trattamento medico.
Nel periodo post partum, dopo il travaglio e la nascita, sperimentiamo un brusco calo degli ormoni estrogeni e progesterone che, insieme ad un nuovo ritmo di vita, poco sonno e responsabilità improvvise, può generare sensazioni di malinconia, ansia o vulnerabilità.
I sintomi tipici, infatti, includono:
- Sbalzi d’umore improvvisi;
- Episodi di pianto senza motivo apparente;
- Irritabilità o agitazione;
- Stanchezza e difficoltà nel sonno o nel riposo;
- Sensazione di inadeguatezza o di “non essere all’altezza”;
- Difficoltà di concentrazione o cambiamenti dell’appetito.
Anche se se ne parla poco, si tratta di un fenomeno molto frequente tra le neomamme. Secondo alcune analisi recenti, pare che fino al 50-80% delle mamme ne può sperimentare i sintomi lievi nei primi giorni dopo il parto. Non solo, molte di queste potrebbero persino sviluppare una forma depressiva più profonda se la situazione dovesse persistere e peggiorare.
L’aspetto positivo è che comunque la sua durata è breve, in quanto solitamente i disturbi si attenuano spontaneamente entro 10-15 giorni dal parto, con il ristabilirsi dell’equilibrio ormonale e l’adattamento della mamma al nuovo ruolo.
Quando i sintomi persistono oltre due o tre settimane o diventano più intensi, è opportuno valutare un possibile disturbo dell’umore più strutturato. Ma nella maggior parte dei casi, il Baby Blues resta un’esperienza breve e reversibile: sapere cosa aspettarsi ti aiuta sicuramente a sentirti meno sola, più compresa e più pronta a chiedere supporto quando serve.
Come affrontare il Baby Blues in modo sereno
Affrontare il Baby Blues con serenità è possibile, anche se nei primi giorni tutto può sembrare nuovo, intenso e a tratti travolgente. Come ostetrica, lo ripeto spesso alle mamme: non siete “sbagliate”, non siete meno capaci e non siete sole. Il Baby Blues è una risposta fisiologica a un periodo di enormi cambiamenti, e ci sono diversi modi per prevenirlo o attenuarne i sintomi quando si presenta.
Per iniziare, il riposo è fondamentale. So che sembra un miraggio, soprattutto quando si hanno più figli, ma recuperare anche piccoli momenti di sonno o relax aiuta moltissimo l’umore. Chiedere supporto al partner, a un familiare o a un’amica non è un fallimento, ma significa prendersi cura di se stesse.
Anche l’alimentazione equilibrata e l’idratazione regolare sostengono il corpo nel suo nuovo equilibrio ormonale. Oltre ad essere estremamente utile per l’allattamento al seno, un corretto stile di vita contribuisce a regolarizzare i livelli ormonali. Non servono regimi rigidi, ma basta ascoltarsi e nutrirsi in modo costante.
La prevenzione passa poi attraverso la consapevolezza: conoscere in anticipo cos’è il Baby Blues, sapere che è frequente e che tende a risolversi spontaneamente riduce la paura e il senso di smarrimento quando arrivano i primi sintomi. Per questo durante la gravidanza incoraggio sempre un dialogo aperto: parlare delle proprie emozioni crea terreno fertile per affrontarle, per esempio durante i corsi preparto.
Quando il Baby Blues si manifesta, è utile ritagliarsi momenti di contatto pelle a pelle con il proprio bambino, poiché favorisce il rilascio dell’ossitocina, il cosiddetto “ormone del benessere”, donando un senso di calma immediata. Allo stesso modo, uscire a fare una breve passeggiata, respirare aria fresca, muovere il corpo con delicatezza può cambiare l’energia della giornata.
Infine, non sottovalutate il potere della condivisione, raccontando ciò che provi ad una figura competente per alleggerire il carico emotivo. Io sono qui proprio per questo: ascoltare, sostenere e accompagnare ogni mamma in un periodo delicato, con rispetto, empatia e zero giudizio.
Baby Blues e Depressione Post Partum: ecco le differenze
Baby Blues e depressione post partum vengono spesso confusi, perché entrambe compaiono dopo la nascita del bambino e coinvolgono la sfera emotiva della neomamma. In realtà, si tratta di due condizioni molto diverse, sia per intensità dei sintomi sia per durata. Capire questa distinzione è importante per sapere quando serve semplicemente un po’ di accoglienza e quando, invece, è bene chiedere un sostegno più strutturato.
Prima di tutto, andiamo ad analizzare quali sono i punti in comune, ovvero:
- Insorgenza nel periodo successivo al parto;
- Sensibilità emotiva maggiore del solito;
- Irritabilità, pianto facile o sensazione di essere “sopraffatte”;
- Stanchezza intensa e fatica a ritrovare equilibrio.
Questi aspetti possono far pensare che Baby Blues e depressione post partum siano la stessa cosa, ma la differenza principale sta nella profondità dei sintomi e nel modo in cui impattano sulla vita quotidiana.
Più nel dettaglio, vediamo in cosa si distinguono l’una dall’altra:
- Durata: il Baby Blues compare nei primi giorni dopo il parto e si risolve spontaneamente in 10-15 giorni, come detto in precedenza. La depressione post partum, invece, può comparire entro il primo anno e persistere per mesi se non trattata.
- Intensità: nel Baby Blues prevalgono malinconia, fragilità emotiva e instabilità dovute agli sbalzi ormonali e cambiamenti radicali nelle proprie abitudini. La depressione post partum porta invece a tristezza profonda, sensazione di vuoto, ansia marcata, perdita di interesse e difficoltà a legare con il bambino.
- Funzionamento quotidiano: nel Baby Blues la mamma riesce comunque a prendersi cura del neonato; nella depressione post partum anche le attività più semplici possono sembrare insormontabili.
Riconoscere queste differenze aiuta a non banalizzare ciò che si prova e a cercare l’aiuto giusto al momento giusto, senza la paura di sentirsi sbagliate oppure giudicate.
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