Educazione e Maternità: il ruolo dell’Ostetrica nelle prime fasi di crescita

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Molti non lo sanno o non ci pensano, ma il ruolo dell’ostetrica è importante anche nella fase successiva al parto, soprattutto nei primi mesi di educazione e maternità, quando la mamma deve destreggiarsi in un ruolo tutto nuovo e il bambino deve imparare ad adattarsi alla vita extrauterina.

Le domande sono tante, così come le preoccupazioni e la paura di sbagliare. Ciò che mi preme farti capire è che non sei sola: esiste un team di professionisti pronto a supportarti, così come altre mamme pronte a confrontarsi e a fornire consigli preziosi.

Uno dei luoghi sicuri dove ho aperto degli spazi di ascolto e confronto è proprio il corso post parto, il punto di partenza per tante neomamme che hanno bisogno di sfogarsi, sentirsi capite o anche solo ascoltare le esperienze e i consigli altrui per ricevere rassicurazioni. Desideri conoscere i prossimi incontri che si terranno a Roma? Chiamami al numero 348 918 1482; io sono l’ostetrica Roberta.

Non solo, periodicamente organizzo laboratori, corsi e incontri di approfondimento dedicati a genitori e bambini, che trattano tematiche fondamentali per il corretto sviluppo dei più piccoli, così come la presa di consapevolezza degli adulti. Il tutto in collaborazione con esperti nel proprio ambito, come l’educatrice sessuale Mara Filippetti, l’osteopata Luca Franchi e l’insegnante AIGAM Ludovica D’Auria, solo per fare qualche esempio.

In questo articolo vorrei toccare in modo esaustivo alcuni punti salienti delle prime fasi di educazione del bambino dopo la nascita, spiegandoti il mio ruolo attivo come ostetrica e le figure professionali coinvolte, non solo il pediatra.

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Non solo il Pediatra: facciamo chiarezza sui diversi ruoli professionali

Nell’immaginario collettivo, l’ostetrica è spesso vista come la professionista che “fa nascere i bambini” e accompagna la donna durante il parto. In realtà, il mio ruolo non si esaurisce affatto in sala parto, ma prosegue nel tempo attraverso un percorso di supporto emotivo, fisico ed educativo che accompagna la mamma e il bambino nelle fasi più delicate della loro vita. 

Dopo la nascita, l’ostetrica continua ad essere un punto di riferimento importante: sostiene la mamma nel recupero fisico, nella riabilitazione del pavimento pelvico, nel riequilibrio corporeo e ormonale, ma anche nella gestione emotiva del post parto, che è spesso più complessa di quanto si immagini. Allo stesso tempo, intervengo su aspetti educativi fondamentali per il neonato, come l’allattamento, lo svezzamento, la disostruzione pediatrica e l’accompagnamento alle prime autonomie.

Molti genitori, soprattutto alle prime armi, pensano che l’unica figura di riferimento sia il pediatra, che svolge un ruolo essenziale come medico specializzato nella salute del bambino, nella diagnosi e nella gestione clinica delle patologie. Tuttavia, non sono rare le lamentele di genitori che si sentono poco ascoltati, poco rassicurati, con visite spesso rapide e un approccio percepito come distante ed esclusivamente medico. 

Ed è proprio qui che entra in gioco una rete di professionisti che lavorano in modo complementare, ciascuno con una competenza specifica, tra cui:

  • Osteopata, per l’equilibrio posturale e funzionale del bambino;
  • Pedagogista, per il supporto educativo e relazionale;
  • Psicomotricista, per lo sviluppo motorio ed emotivo;
  • Logopedista, per linguaggio, deglutizione e funzioni orali;
  • Educatore, per il sostegno allo sviluppo globale;
  • Psicologo, per il supporto emotivo del bambino e dei genitori.

Questi sono solo esempi, ma rendono bene l’idea di quanto il benessere di un bambino non sia mai affidato a una sola figura. Per questo, chi ne sente il bisogno può sempre scrivermi in privato e chiedere un orientamento su quale professionista sia più adatto in base alla situazione specifica.

Le prime fasi di crescita del neonato, fisica ed emotiva

Dalla nascita in poi, il neonato attraversa una fase di sviluppo biologico rapidissima, in cui ogni funzione corporea è in pieno adattamento alla vita extrauterina. Per questo motivo, i controlli periodici su peso, lunghezza, circonferenza cranica e alimentazione sono fondamentali: aiutano a verificare che la crescita sia armonica e coerente con lo sviluppo fisiologico del bambino. Questi controlli possono essere effettuati anche dall’ostetrica, che osserva non solo i parametri fisici, ma anche il comportamento del neonato, la qualità dell’alimentazione, il ritmo sonno-veglia e l’interazione con i genitori.

Dal punto di vista sensoriale, il bambino non nasce con sistemi già maturi, ma con funzioni in evoluzione. La vista, ad esempio, nei primi mesi è ancora immatura: il neonato percepisce forme, luci, contrasti e movimenti, ma sviluppa progressivamente la messa a fuoco, la coordinazione oculare e la percezione della profondità. Anche i movimenti non sono inizialmente volontari, ma riflessi, che con il tempo si trasformano in gesti sempre più coordinati e intenzionali. Questo processo riguarda tutto il corpo: dalla postura, al controllo del capo, fino alla motricità fine.

Comprendere queste fasi è fondamentale per capire perché esistono corsi specifici legati allo sviluppo sensoriale, motorio e percettivo del bambino. Si tratta di accompagnare un processo naturale, rispettando i tempi biologici e favorendo un apprendimento sano, graduale e armonico. È proprio in questa fase che l’educazione precoce diventa prevenzione, creando le basi per uno sviluppo equilibrato nel tempo.

Osteopatia per neonati: accompagnare l’adattamento alla vita extrauterina

L’osteopatia neonatale, effettuata nello studio di Casa Luna in collaborazione con l’osteopata Luca Franchi, è una disciplina che si occupa dell’equilibrio corporeo del neonato nei primi mesi di vita, accompagnando il suo adattamento dalla vita intrauterina a quella extrauterina. Il parto, anche quando fisiologico, rappresenta un evento biomeccanico importante: il corpo del bambino subisce compressioni, rotazioni, pressioni e adattamenti che possono creare piccole tensioni o disfunzioni, spesso silenziose ma significative nel tempo.

L’osteopatia lavora su questi adattamenti attraverso tecniche estremamente dolci e non invasive, rispettose dei tessuti e della fisiologia del neonato. Gli obiettivi non sono “aggiustare”, ma favorire l’equilibrio, la mobilità e la funzionalità dei sistemi corporei. I benefici possono riguardare diversi ambiti: miglioramento della suzione e dell’allattamento, maggiore rilassamento, miglior qualità del sonno, migliore digestione, riduzione delle tensioni posturali e maggiore armonia nei movimenti.

È fortemente consigliata in presenza di parti difficili o lunghi, parti operativi, cesarei, difficoltà di suzione, rigurgiti frequenti, coliche persistenti, asimmetrie posturali, plagiocefalie, irritabilità, difficoltà nel sonno e problematiche legate all’allattamento. In questi casi, l’intervento osteopatico non sostituisce il pediatra, ma lavora in modo complementare, contribuendo al benessere globale del bambino.

Accompagnare il neonato fin dalle prime fasi significa prevenire, non solo curare. Significa offrire al corpo del bambino la possibilità di svilupparsi in equilibrio, favorendo uno sviluppo fisiologico sano e armonico, nel rispetto dei suoi tempi e delle sue esigenze.

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Laboratori di psicomotricità e apprendimento attraverso la musica

Nei primi mesi di vita il bambino non apprende solo attraverso la mente, ma soprattutto attraverso il corpo. Ogni esperienza corporea costruisce le basi dello sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo: il movimento non è mai solo movimento, ma relazione, sicurezza, percezione di sé e dell’altro. 

È proprio da questo principio che nascono i laboratori di psicomotricità 0-12 mesi (organizzati periodicamente presso Casa Luna), che non hanno nulla a che fare con la stimolazione precoce o con la “performance”, ma con l’accompagnamento rispettoso dello sviluppo naturale del bambino. In questi spazi il piccolo esplora, sperimenta, scopre il proprio corpo, impara a muoversi in sicurezza e costruisce le prime forme di autonomia, sempre nel rispetto dei suoi tempi individuali. Allo stesso tempo, il genitore impara ad osservare, leggere i segnali del bambino, comprenderne i bisogni e costruire una relazione più consapevole, profonda e sicura.

Un discorso analogo vale per l’apprendimento attraverso la musica, in collaborazione con l’insegnante AIGAM Ludovica D’Auria, che nei primi mesi di vita non è intrattenimento, ma esperienza sensoriale e neurologica. Le vibrazioni sonore, il ritmo, la voce, le melodie semplici e ripetitive stimolano il sistema nervoso, favoriscono la regolazione emotiva, la concentrazione, l’ascolto e il legame affettivo, come dimostrato dagli studi di Gordon.

La musica diventa uno strumento educativo potentissimo, che agisce contemporaneamente su corpo, emozioni e relazione. Si tratta di offrire al bambino un ambiente ricco di stimoli sani, coerenti con il suo sviluppo biologico. 

In questo senso, laboratori di psicomotricità e percorsi musicali diventano veri spazi di crescita condivisa, in cui bambino e genitore crescono insieme, imparando a conoscersi attraverso il corpo, il movimento e la relazione.

Allattamento e svezzamento naturale: rispetto dei tempi biologici

Passando all’alimentazione, allattamento e svezzamento rappresentano due fasi fondamentali nello sviluppo del bambino, strettamente legate alla sua maturazione biologica e digestiva. 

Le evidenze scientifiche sono molto chiare: prima dei sei mesi di vita, il bambino non dovrebbe assumere altro che latte, che sia materno o artificiale. Il suo apparato digerente, infatti, non è ancora pronto a gestire altri alimenti, e l’introduzione precoce di cibi solidi o semi-solidi può comportare difficoltà digestive, disagi intestinali, irritabilità e problematiche legate all’assimilazione dei nutrienti. Lo svezzamento precoce, spesso dettato da esigenze organizzative, lavorative o da convinzioni errate, supportate persino da alcuni medici, non rispetta i tempi fisiologici del bambino e può creare più problemi di quanti ne risolva.

Lo svezzamento naturale, invece, si basa sull’osservazione dei segnali di prontezza del bambino, sul rispetto della sua maturazione neuromotoria e digestiva e sulla costruzione di un rapporto sano con il cibo. Non è un metodo rigido, ma un processo di accompagnamento graduale, che tiene conto della crescita globale del bambino e non solo dell’introduzione degli alimenti. 

In questo percorso, come ostetrica ho un ruolo fondamentale: non solo fornisco informazioni corrette, ma accompagno i genitori con corsi, consulenze e supporto personalizzato, aiutandoli a orientarsi tra dubbi, paure e informazioni spesso contrastanti.

Allattamento e svezzamento non sono tappe tecniche, ma esperienze relazionali profonde, che costruiscono il legame, la fiducia e la sicurezza del bambino. Essere accompagnati in questi passaggi significa non sentirsi soli, non improvvisare e non affidarsi al fai da te, ma costruire un percorso consapevole, rispettoso e sereno.

Corso di disostruzione pediatrica: perché è tanto importante

La disostruzione pediatrica è un tema strettamente connesso all’allattamento e allo svezzamento, perché riguarda uno dei rischi più temuti e reali nella vita quotidiana del bambino: il soffocamento

Con l’introduzione degli alimenti solidi, ma anche già nelle fasi precedenti, esiste sempre il rischio di inalazione accidentale di cibo o piccoli oggetti. Sapere come intervenire non è una competenza tecnica da professionisti sanitari, ma una responsabilità educativa e preventiva di tutti gli adulti di riferimento del bambino.

In caso di soffocamento, il tempo è un fattore decisivo. Non sapere cosa fare, andare nel panico o intervenire in modo scorretto può aggravare la situazione invece di risolverla. La disostruzione pediatrica insegna manovre semplici, codificate e sicure, che permettono di intervenire tempestivamente, riducendo il rischio di conseguenze gravi. Ma soprattutto insegna a riconoscere i segnali reali di ostruzione, distinguendo una situazione di pericolo da una reazione normale del bambino, evitando interventi inutili o dannosi.

È fondamentale che il corso venga seguito da tutti gli adulti che si prendono cura del bambino: genitori, nonni, babysitter, educatori, insegnanti, caregiver. La sicurezza del bambino non può dipendere da una sola persona. La prevenzione passa dalla formazione condivisa, dalla consapevolezza e dalla preparazione.

La disostruzione pediatrica non genera paura, ma protezione. Non crea allarmismo, ma competenza. È uno di quegli strumenti che nessuno vorrebbe mai dover usare, ma che tutti dovrebbero conoscere. Perché crescere un bambino in sicurezza significa non solo educarlo, ma anche proteggerlo concretamente nella vita quotidiana. Per conoscere le date aggiornate del mio corso di disostruzione pediatrica a Roma, ti invito a contattarmi.

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Spannolinamento ed educazione sessuale: accompagnamento in un’altra tappa cruciale

Quando il bambino si avvicina ai 2-3 anni, una delle sfide più comuni per i genitori è lo spannolinamento, ovvero il momento in cui si lascia progressivamente il pannolino per imparare a riconoscere e gestire da solo i propri bisogni fisiologici. È una fase molto legata allo sviluppo neurologico, alla maturazione muscolare e alla percezione corporea, e non esiste un’età “giusta” valida per tutti: alcuni bambini sono pronti prima, altri più tardi, e forzare il processo può generare frustrazione, ansia e opposizione, trasformando qualcosa di fisiologico in una battaglia quotidiana.

Dal punto di vista pratico, è consigliabile iniziare lo spannolinamento quando il bambino mostra segnali di prontezza: mantiene asciutto il pannolino per periodi più lunghi, comunica chiaramente quando ha bisogno di fare pipì o cacca, dimostra interesse per il bagno o per ciò che fanno gli adulti, e riesce a seguire semplici istruzioni. È importante evitare approcci punitivi o coercitivi, come rimproveri, confronti con altri bambini o ricompense materiali per ogni risultato: questi metodi possono creare ansia da performance e danneggiare l’autostima. 

La gestione della pipì notturna, invece, va affrontata con pazienza: molti bambini continuano ad avere qualche episodio fino a 4–5 anni o più, e non è un segnale di insuccesso, ma semplicemente la lenta maturazione dei ritmi biologici del sonno e della vescica. 

Una volta che il bambino cresce e comprende sempre di più il proprio corpo, diventa altrettanto importante un discorso adeguato di educazione sessuale, che non significa parlare di sesso in senso esplicito, ma accompagnare alla conoscenza del corpo, dei confini, del rispetto, delle emozioni e della sicurezza. L’educazione sessuale nei bambini piccoli non si concentra su “come si fanno i figli”, bensì su elementi come: riconoscere e chiamare correttamente le parti del corpo, capire cosa è un contatto sicuro e cosa non lo è, imparare il valore del “no” e della scelta, esprimere le emozioni senza vergogna, e creare un clima di fiducia e apertura tra genitore e figlio. Questo tipo di educazione aiuta i bambini a percepire il proprio corpo in modo sano, a sviluppare sicurezza e autonomia, e a costruire relazioni basate sul rispetto.

Come ostetrica, organizzo periodicamente incontri di approfondimento in collaborazione con l’educatrice sessuale Mara Filippetti, non solo per offrire informazioni e strategie specifiche, ma per mettere in contatto con educatori esperti e professionisti che accompagnano genitori e bambini con strumenti pratici e rispettosi dei tempi di ciascuno. In questo modo, anche momenti di crescita potenzialmente stressanti, come lo spannolinamento o l’avvio di discorsi corporei ed emotivi, possono trasformarsi in esperienze di apprendimento serene e positive per tutta la famiglia.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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