Come ostetrica, nel mio lavoro incontro ogni giorno genitori pieni di amore, attenzioni e buone intenzioni. Eppure, quando parliamo di disostruzione pediatrica, noto spesso una sottovalutazione che mi preoccupa profondamente. È uno di quei temi che molti preferiscono rimandare o evitare, pensando: “A me non succederà mai”, “Basta stare attenti”, “Se succede, c’è il pronto soccorso vicino”.
La realtà è diversa. Sapere come intervenire correttamente in caso di soffocamento può fare la differenza tra la vita e la morte di un bambino, soprattutto nei primissimi minuti, quando nessun soccorso esterno può ancora arrivare. Il soffocamento non è legato alla disattenzione o alla negligenza: può capitare anche ai genitori più scrupolosi, durante un pasto tranquillo o in un momento di gioco.
Proprio perché si tratta di un tema tanto delicato, quanto importante, organizzo periodicamente un Corso di Disostruzione Pediatrica a Roma aperto persino a nonni, zii e babysitter. Da professionista, lo considero fondamentale per tutti i genitori, per comprendere quale sia la differenza tra la disostruzione pediatrica e quella dell’adulto (sì, sono profondamente diverse), e quali siano gli errori più comuni da evitare, spesso commessi in buona fede, ma potenzialmente pericolosi.
L’obiettivo non è spaventare, ma preparare: perché la preparazione è la forma più alta di protezione.

Cos’è la Disostruzione Pediatrica e perché è diversa da quella dell’adulto
Quando parliamo di disostruzione pediatrica ci riferiamo all’insieme di manovre specifiche studiate per liberare le vie aeree di neonati e bambini in caso di ostruzione da cibo o corpi estranei. È importante chiarire subito un punto: le manovre per adulti non sono applicabili ai bambini, e ancor meno ai neonati.
Il corpo di un neonato è biologicamente e anatomicamente diverso da quello di un adulto. Le vie aeree sono più strette, la laringe e la faringe sono posizionate più in alto rispetto (la loro discesa in posizione termina entro i 7 anni circa), consentendogli di respirare e succhiare il latte quasi simultaneamente. Anche la gabbia toracica è più elastica e fragile, perché hanno più cartilagine rispetto a noi: una pressione eccessiva o una manovra eseguita in modo scorretto può causare fratture costali, lesioni interne o danni agli organi, senza risolvere l’ostruzione.
Inoltre, il neonato non mastica come un adulto, non ha ancora una coordinazione completa tra respirazione e deglutizione e sta imparando a gestire il cibo e gli oggetti. Questo rende il rischio di soffocamento più alto nelle primissime fasi dello svezzamento, anche in situazioni apparentemente sicure.
I Corsi di Disostruzione Pediatrica a Roma servono ad avere ben chiare queste differenze e imparare le manovre corrette in base all’età del bambino. I prossimi incontri sono il 5 e il 19 febbraio. Per conoscere le date aggiornate o ricevere informazioni dettagliate, invito sempre a contattarmi direttamente al numero 348 9181482: ogni corso è pensato per essere il più possibile vicino alle esigenze reali delle famiglie.
Corso di Disostruzione Pediatrica a Roma: perché è fondamentale farlo in presenza
Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: “Posso seguire un corso online?”. La mia risposta è sempre la stessa: la teoria da sola non basta. La disostruzione pediatrica è una competenza pratica, che richiede allenamento, supervisione e correzione dei movimenti.
Durante il mio Corso di Disostruzione Pediatrica, lavoriamo direttamente su manichini professionali, ripetendo le manovre fino a quando ogni partecipante non acquisisce sicurezza e precisione. Questo passaggio è fondamentale, perché una manovra eseguita male non solo può non risolvere l’ostruzione, ma può causare traumi gravi, come fratture delle costole, lesioni alla colonna o danni agli organi interni.
Il corso è strutturato in modo chiaro e progressivo, in quanto parliamo di:
- Sicurezza in casa, in auto e in acqua;
- Sicurezza a tavola;
- Manovre di disostruzione;
- Errori più comuni;
- Prove pratiche su manichini professionali.
Ogni passaggio è spiegato, dimostrato e poi provato insieme. Nessuno viene lasciato solo con i propri dubbi, perché quando si tratta di sicurezza dei bambini, non esistono domande inutili.
Accanto a questo percorso, suggerisco sempre di affiancare anche un Corso di Svezzamento Naturale, che in questo caso svolgo online, per aiutare i genitori a prevenire il rischio di soffocamento già a partire dall’alimentazione. Nel corso affrontiamo temi come:
- Quando svezzare davvero il bambino;
- Come leggere e interpretare lo schemino pediatrico;
- Esempi pratici per iniziare;
- I diversi tipi di svezzamento;
- I tagli sicuri degli alimenti.
Anche per questo corso, per conoscere le date aggiornate, è sempre possibile contattarmi direttamente.
Gli errori più comuni nella Disostruzione Pediatrica
Uno degli errori più diffusi è sottovalutare l’importanza della preparazione. Spesso si pensa che basti un genitore informato, ma la realtà è che il bambino non è sempre con mamma e papà. Nonni, zii, babysitter e altre figure di riferimento si trovano quotidianamente a prendersi cura dei più piccoli, soprattutto al giorno d’oggi. Per questo il mio corso è aperto anche a loro: più adulti preparati ci sono intorno a un bambino, più aumenta la sua sicurezza.
Un altro errore molto frequente è credere che, conoscendo la disostruzione dell’adulto o la RCP (Rianimazione Cardio Polmonare), si sia automaticamente pronti anche per un bambino. Le manovre sono completamente diverse, sia per tecnica che per intensità. Applicare una manovra da adulto su un neonato può essere estremamente pericoloso, oltre che completamente inutile.
È altrettanto sbagliato pensare che basti seguire video online o leggere manuali. Senza una guida esperta che osserva, corregge e spiega, il rischio di memorizzare movimenti sbagliati è alto. In una situazione di emergenza, il corpo reagisce per automatismi: se l’automatismo è errato, il danno può essere grave.
Molti genitori mi dicono: “Io do solo bocconi piccoli”. È una buona abitudine, ma non elimina il rischio. Basta davvero poco per ostruire le vie aeree di un bambino, e non dimentichiamo che nelle prime fasi esplorative il bambino mette tutto in bocca. Questo comportamento non è una sfida né una provocazione: è un passaggio naturale dello sviluppo neurologico e sensoriale. Non dobbiamo arrabbiarci, ma rendere l’ambiente più sicuro e prepararci ad affrontare eventuali emergenze.
Tra gli altri errori da evitare ci sono:
- Tentare di estrarre un oggetto “alla cieca” con le dita;
- Scuotere il bambino nel panico. Attenzione, perché può comportare nel neonato dei danni cerebrali irreversibili!
- Perdere tempo prezioso chiamando aiuto senza iniziare le manovre;
- Ritardare la formazione pensando che “non sia urgente”. A parer mio, dovrebbero farla tutti i genitori e adulti a contatto con i bambini.
So cosa stai pensando, perché nessuno pensa che succederà proprio a lui, ma quando succede non c’è tempo per improvvisare. Prepararsi non significa vivere nella paura, ma vivere con maggiore serenità, sapendo di avere gli strumenti giusti per proteggere chi amiamo di più.
Approfondimenti:
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