Musica per neonati: apprendere con le note

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La musica è uno strumento potente di comunicazione che accompagna l’essere umano da millenni e ancora oggi non smette di affascinarci. Attraverso le sue note ci emozioniamo, ridiamo, ci arrabbiamo, ci perdiamo nei pensieri e troviamo conforto. È un linguaggio universale, capace di arrivare dritto dove le parole spesso non bastano.

Nel tempo, la musica è entrata a far parte di moltissimi aspetti della nostra vita: dalla sacralità delle cerimonie spirituali, alla protesta contro le ingiustizie, fino ai momenti di festa, di condivisione e di intimità quotidiana. È presente nei passaggi importanti della nostra storia personale e collettiva, accompagna i ricordi e scandisce i ritmi delle nostre giornate.

Quello che spesso viene sottovalutato, però, è il potere della musica per neonati, non solo come sottofondo piacevole o strumento calmante, ma come vero e proprio mezzo di apprendimento fin dalle primissime fasi di vita. I bambini, già dai primi mesi, sono estremamente ricettivi ai suoni, ai ritmi, alle variazioni di tono e di intensità. La musica diventa così un’esperienza completa che coinvolge corpo, emozioni e relazione.

Proprio per questo, come ostetrica accolgo periodicamente nel mio studio a Roma Casa Luna i corsi di Musicainfasce, in collaborazione con Ludovica D’Auria, insegnante AIGAM. Un percorso pensato per accompagnare genitori e bambini alla scoperta della musica come esperienza condivisa e stimolante. Per saperne di più, contattami al numero 348 9181482.

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Musica per neonati: i principi della Music Learning Theory

Alla base dell’idea che la musica sia uno strumento di apprendimento fin dalla nascita c’è la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, uno dei principali studiosi di pedagogia musicale del Novecento. Secondo Gordon, l’apprendimento musicale segue dinamiche molto simili a quelle del linguaggio verbale: prima ancora di parlare, il bambino ascolta, assorbe, riconosce suoni e strutture, costruendo una base solida su cui, più avanti, potrà sviluppare competenze più complesse.

Un concetto chiave della Music Learning Theory è quello di Audiation, ovvero la capacità di “pensare musicalmente” anche in assenza di un suono reale. Nei neonati e nei bambini molto piccoli questa abilità è in fase di sviluppo e può essere fortemente stimolata attraverso esperienze musicali precoci, ricche e varie. Gordon sottolinea come i primi anni di vita rappresentino una finestra temporale estremamente delicata e preziosa: è proprio in questo periodo che il cervello è più plastico e ricettivo agli stimoli sonori.

La teoria distingue inoltre tra apprendimento formale e informale. Nei primi mesi e anni di vita, l’apprendimento musicale avviene soprattutto in modo informale, attraverso l’ascolto, il movimento, la relazione con l’adulto e l’esposizione a pattern musicali diversi per ritmo e tonalità. Non si tratta di “insegnare” la musica nel senso tradizionale, ma di offrire un ambiente sonoro nutriente, che permetta al bambino di familiarizzare con la musica in modo naturale e spontaneo.

In quest’ottica, la musica diventa uno strumento potente non solo per lo sviluppo musicale in sé, ma anche per sostenere attenzione, memoria, coordinazione e relazione. Un apprendimento che parte dall’ascolto, passa dal corpo e arriva alle emozioni, rispettando pienamente i tempi e i bisogni dei più piccoli.

Apprendere tra le note con Musicainfasce

Musicainfasce è un percorso pensato per i bambini da 0 a 36 mesi e le loro famiglie, un’esperienza che unisce musica, movimento e relazione fin dalle primissime fasi di vita. Come anticipato, il corso si tiene periodicamente a Roma, presso Casa Luna, con Ludovica D’Auria, insegnante certificata AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale).

AIGAM è l’associazione italiana che promuove e diffonde la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, che abbiamo visto in precedenza, una delle più autorevoli teorie sull’apprendimento musicale. Gordon ha dimostrato che la musica non è soltanto un’abilità tecnica, ma un linguaggio che si sviluppa gradualmente, a partire dall’ascolto, proprio come accade con la lingua parlata. Proprio per questo, la formazione degli insegnanti non si limita a esercizi o canzoncine, ma si basa su una solida preparazione pedagogica e teorica, fondata su concetti come l’Audiation, la struttura del suono e lo sviluppo delle competenze musicali in relazione allo sviluppo globale del bambino.

Gli insegnanti certificati AIGAM seguono un percorso formativo rigoroso, che li abilita a creare ambienti musicali di qualità e a rispettare i tempi di ciascun bambino. Il corso Musicainfasce è un esempio di questo approccio: attraverso canti, filastrocche, giochi ritmici, improvvisazioni, ascolto e movimento, il bambino entra in contatto con la musica in modo naturale, coinvolgente e relazionale. È un’esperienza che stimola attenzione, memoria, linguaggio, coordinazione e legame affettivo con i genitori.

Partecipare a Musicainfasce significa offrire ai più piccoli un contesto ricco di suoni e significati, seguendo le evidenze della Music Learning Theory e la guida di professionisti formati e aggiornati. Un’occasione per crescere insieme, imparando a “sentire” la musica, non solo ad ascoltarla.

Il valore della musica per neonati nell’apprendimento

L’apprendimento attraverso la musica offre benefici che vanno ben oltre il semplice intrattenimento. Numerosi studi in ambito neuroscientifico e pedagogico mostrano come l’esposizione precoce a stimoli musicali strutturati favorisca lo sviluppo di attenzione, memoria, linguaggio, coordinazione motoria e capacità di ascolto, come abbiamo spiegato a più riprese. Nei bambini molto piccoli, la musica sostiene la costruzione delle connessioni neuronali, rafforzando quelle aree del cervello coinvolte nei processi cognitivi ed emotivi.

La musica, inoltre, è uno strumento potentissimo di regolazione emotiva: aiuta il bambino a calmarsi, a riconoscere le variazioni di intensità, ritmo e silenzio, e a sviluppare una prima forma di organizzazione interna. Non è un caso che la musicoterapia venga utilizzata anche in ambito clinico, con risultati positivi su sviluppo cognitivo, comunicazione e benessere psicofisico, sia nei bambini sia negli adulti. Esistono percorsi di musicoterapia anche in gravidanza, pensati per favorire il rilassamento materno, ridurre stress e ansia e sostenere il legame prenatale tra mamma e bambino.

È importante, però, fare una distinzione tra musica come strumento di apprendimento e altri suoni spesso usati con i neonati, come i rumori bianchi. Questi ultimi possono essere utili per favorire il sonno o mascherare rumori improvvisi, ma non hanno una struttura musicale né una funzione educativa. La musica, invece, soprattutto se proposta in modo consapevole, stimola l’ascolto attivo, la relazione e l’esplorazione.

In sostanza, la musica non “riempie il tempo”: costruisce competenze, sostiene lo sviluppo e accompagna il bambino in un percorso di crescita profondo, naturale e sorprendentemente potente.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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