Piano del Parto: i consigli dell’Ostetrica

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In un precedente articolo ho parlato nel dettaglio del mio corso preparto Roma e uno degli argomenti che affronto nei diversi incontri è il Piano del Parto, uno strumento ancora sottovalutato in Italia, ma che esprime tutte le preferenze a cui ha diritto la donna prima di entrare in sala parto.

Anche se non è ancora regolamentato dalla legge, ha valenza giuridica e può favorire la comunicazione tra paziente e personale sanitario che ti assiste durante il travaglio; del resto lo sappiamo tutte, in mezzo a quei dolori, chi ha la lucidità di dare indicazioni e fornire preferenze? Molto spesso è la disperazione di liberarsi dalla sofferenza che ci spinge ad accettare con fiducia anche pratiche inutili e dannose.

Come Ostetrica non mi stanco mai di dirlo: hai diritto di ricevere tutte le informazioni e i chiarimenti necessari sulla gravidanza e sulla maternità in genere. Io stessa ho vissuto sulla mia pelle cosa significa quando nessuno ci spiega nulla o non è pronto ad ascoltare.

In questo articolo ti spiegherò in cosa consiste il Piano del Parto e a cosa serve, ricordandoti che possiamo elaborarlo insieme: chiamami al numero 348 918 1482, oppure partecipa ad uno dei miei Corsi Preparto Roma (prenotazione obbligatoria).

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Cos’è il Piano del Parto?

Il Piano del Parto è un documento scritto in cui la futura mamma mette nero su bianco i propri desideri, bisogni e limiti rispetto a tutto ciò che riguarda il parto e il periodo immediatamente successivo. Non è un “contratto” rigido, ma uno strumento di comunicazione chiaro e consapevole, che viene datato e firmato dai genitori e condiviso con l’équipe sanitaria. Al suo interno possono essere inserite indicazioni sul travaglio, sull’eventuale parto cesareo, sull’uso o meno dell’anestesia, sulle modalità del parto vero e proprio, sull’allattamento, sulla degenza e sulle prime ore di vita del neonato.

Ogni Piano del Parto è unico, perché nasce dalle esigenze, dalla storia e dai valori della donna che lo redige. C’è chi desidera la presenza costante del partner durante tutto il travaglio, chi chiede di evitare interventi invasivi non necessari, chi vuole poter vedere e toccare il proprio bambino subito dopo la nascita, anche solo per pochi minuti prima delle prime cure. Altre donne scelgono di non ricorrere all’epidurale, ma di valutare un’anestesia locale solo se davvero necessaria, oppure di attendere l’espulsione naturale della placenta senza forzature.

Proprio perché le possibilità sono molte, è fondamentale redigere il Piano del Parto con l’aiuto di un’Ostetrica, che conosce le procedure, i diritti della partoriente e ciò che è realmente negoziabile. Da sempre sono contraria alle pratiche che forzano il percorso naturale della nascita, come cesarei non necessari, episiotomie di routine, induzioni prima del termine, perché comportano rischi fisici ed emotivi evitabili. Il Piano del Parto serve esattamente a questo: rimettere la donna al centro, con consapevolezza, rispetto e informazione.

Valore giuridico del Piano del Parto

Il Piano del Parto non è regolamentato da una legge specifica, ma ha comunque un valore giuridico reale all’interno del rapporto tra la donna e il personale sanitario. Questo perché rientra in un più ampio quadro di diritti che la Costituzione italiana e varie normative tutelano: il diritto all’autodeterminazione, alla salute e al consenso informato. In Italia, infatti, nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della paziente (art. 32 Cost.; Legge 219/2017), e il Piano del Parto rappresenta uno strumento che documenta le volontà espresse dalla donna in anticipo rispetto al travaglio stesso. 

Questo significa che, se non esiste una legge specifica sul Piano del Parto, il documento è comunque uno strumento che aiuta a far rispettare la volontà della gestante, a patto che sia basato su informazioni chiare e comprensibili e che la donna abbia espresso il proprio consenso. In caso di urgenza, tuttavia, quando la vita della mamma, del bambino o di entrambi è in pericolo, il personale sanitario ha la priorità di intervenire per salvaguardare salute e vita, anche se temporaneamente discostandosi dal piano.

Quando non c’è un’emergenza e il Piano del Parto non viene rispettato senza una valida motivazione clinica, si può rappresentare formalmente la propria posizione, ad esempio attraverso una segnalazione interna alla struttura, un reclamo o un ricorso all’Azienda Sanitaria Locale. Poiché il documento è legato a diritti più ampi, come il consenso informato, la responsabilità medica e la tutela della privacy, eventuali omissioni o comportamenti non coerenti possono avere riflessi anche in sede di responsabilità professionale qualora provochino danni evitabili o violazioni del diritto dei pazienti. 

Tra gli aspetti normativi collegati al Piano del Parto ci sono:

  • Il consenso informato, che garantisce alla donna di essere adeguatamente informata e di decidere liberamente sulle procedure;
  • I diritti della madre e del bambino, tutelati dalla Costituzione e da linee guida nazionali che promuovono la partecipazione alle scelte assistenziali;
  • La responsabilità medica, che può essere chiamata in causa se scelte non condivise comportano danni evitabili;
  • La tutela della privacy, importante per il rispetto della riservatezza delle scelte e dei dati sanitari della donna.

In altre parole, non stiamo parlando di “pezzo di carta” senza peso: è un modo per far valere i tuoi diritti, comunicare chiaramente le tue scelte e promuovere un’assistenza rispettosa e consapevole. Sono sempre al tuo fianco per aiutarti a redigerlo in modo efficace e personalizzato.

Non sottovalutare questo documento!

Il parto dovrebbe essere un’esperienza positiva, o quantomeno rispettosa, non un evento traumatico da cui uscire ferite nel corpo e nell’anima. Purtroppo, nel mio lavoro quotidiano mi capita spesso di ascoltare racconti durissimi: donne che arrivano da me per problemi al pavimento pelvico e che, mentre lavoriamo insieme, rivivono parti subiti, non spiegati, non scelti. Esperienze che hanno lasciato paura, rabbia e, in molti casi, la decisione di non voler più avere figli per il timore di passare di nuovo lo stesso incubo.

Il Piano del Parto nasce proprio per evitare tutto questo. Da un lato aiuta la mamma a prendere consapevolezza di ciò che può accadere durante travaglio e parto; dall’altro le dà voce in un momento di grande vulnerabilità, quando è più difficile spiegarsi, opporsi o semplicemente chiedere rispetto.

Il mio consiglio è sempre lo stesso: scrivilo insieme ad un’Ostetrica, qualcuno che conosce davvero la fisiologia del parto, le pratiche ospedaliere e i tuoi diritti. Sii chiara nell’esprimere desideri e limiti, non dare nulla per scontato e prenditi il tempo per informarti. Frequentare un corso preparto è fondamentale per arrivare preparata, consapevole e meno spaventata.

Ricordo, infine, che il Piano del Parto è una tutela per tutti: per il personale sanitario, che ha indicazioni chiare, e per i genitori, che diventano parte attiva dell’esperienza. Perché il parto non è qualcosa che “si subisce”: è qualcosa che si vive e merita rispetto.

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Pubblicato da Ostetrica Roberta

Ciao, sono Roberta Nonni ex infermiera e ostetrica, specializzata nella rieducazione del pavimento pelvico con Master universitario. Ho partecipato a numerosi corsi di approfondimenti sul tema del trattamento del dolore pelvico cronico attraverso vari approcci. Collaboro con osteopati e nutrizionisti per offrire alla paziente un approccio a 360 gradi. Mi occupo di gravidanza, corsi preparto, assistenza al parto, assistenza all'allattamento (con particolare attenzione a dolore all'attacco e scarsa crescita), svezzamento, babywearing. Contattami per prenotare una visita!

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